Grazia Toderi

Scegliendo il video come proprio mezzo espressivo, Grazia Toderi ne ha esaltato l’aspetto più immateriale, riuscendo a conferire alle proprie immagini l’atemporale presenza solitamente riservata ai dipinti. Nelle prime opere l’artista fissa la propria attenzione su dettagli quotidiani, analizzati nella loro ripetitività domestica ma, progressivamente, il suo sguardo si solleva e, da una visione immersa nel mondo, il punto di vista sembra localizzarsi al di sopra di esso. Vedute di stadi, arene e teatri, insieme a immagini aeree di città, diventano oggetto di una ricerca che trascende la finitezza umana. In più opere, Toderi coniuga una visione intima, di memoria individuale, con una dimensione fantastica, che allude all’immaginario collettivo costruito attraverso la cultura mediatica. Fin dagli inizi degli anni Novanta, l’artista predilige l’impiego di una telecamera fissa, strutturando i suoi video come proiezioni a ciclo continuo.
L’atrio, 1998, è una delle proiezioni video nate dall’incontro tra l’artista e gli ambienti del Castello di Rivoli in occasione della sua mostra personale. Come un maestoso ritratto regale, l’opera è un dittico la cui costruzione simmetrica incornicia, di spalle, una silhouette femminile e una maschile, entrambe volte verso una soglia buia. Il titolo dell’opera si riferisce all’originaria funzione della “Sala di Bacco e Arianna” dove è stato girato il video, ambiente concepito da Juvarra quale collegamento tra gli appartamenti del re e quelli della regina. Al ritmo vitale di azione e riposo, i due personaggi lanciano rispettivamente una palla e delle sfere. Ai lanci che la figura femminile effettua attraverso la porta che estende lo spazio dell’immagine, si contrappongono le orbite geometriche disegnate dalle piccole sfere con cui si destreggia la figura maschile. Pur nella loro somiglianza, le due immagini del dittico sperimentano, giocando, spazi e leggi fisiche differenti.
La registrazione televisiva dello stadio parigino nel quale si è disputata nel 1998 la finale del campionato mondiale di calcio è invece il punto di partenza della video proiezione Il decollo, 1998. Manipolando l’immagine originale, Toderi accentua il gioco di luci che rischiara lo spettacolo notturno e imprime una rotazione alla forma ellittica dello stadio, trasformandolo in una sorta di astronave. Esaltando inoltre il punto di vista dall’alto della registrazione televisiva, Toderi offre un punto di vista privilegiato, rimosso dalla contingenza degli eventi, mentre il sonoro restituisce le intense emozioni di una folla lontana. L’opera è la prima di un’importante serie ispirata agli stadi.
Estendendo la sua ricerca ai luoghi che definiscono la collettività, l’artista si è rivolta all’architettura del teatro, in particolare alla tipologia italiana «ad alveare». Appartiene a questo ciclo Spettatori, 2000, video realizzato nel Teatro Municipale di Casale Monferrato che, tramite elaborazione digitale, si popola di un folto pubblico animato da un vitale mormorio. Protagonisti del rito del vedere e dell’essere visti, gli spettatori evocati nel titolo sono resi come presenze luminose, catturate dall’incessante spettacolo offerto dalla volta celeste. Affacciato sullo spazio cosmico, l’opera è un omaggio all’astronave di 2001: Odissea nello spazio, il celebre film di Stanley Kubrick.
Interessata alle diverse geometrie che regolano il gioco e gli spazi a esso deputati, nel 2001 Toderi si è recata negli Stati Uniti, in qualità di vincitrice della Borsa per Giovani Artisti Italiani degli Amici Sostenitori del Castello di Rivoli. Approfondendo le peculiarità della cultura americana, soffermandosi in particolare sulla centralità dello spettacolo e del gioco quali strumenti di potere e di affermazione in campo internazionale, l’artista ha realizzato alcune opere, tra cui Subway Series, 2001. Il titolo corrisponde al termine comunemente usato per indicare gli incontri tra le squadre di baseball basate a New York, in riferimento al fatto che i due stadi principali, Yankee Stadium e Shea Stadium, sono comodamente raggiungibili con la metropolitana. L’opera è composta da quattro proiezioni nelle quali Toderi esalta la particolare geometria di questi luoghi deputati allo sport, astraendoli in forme simboliche riferite al perpetuo intreccio tra il triangolo e il cerchio.

[M.B.]

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