Massimo Grimaldi

“La necessità di ridiscutere il mio ruolo di artista e la sua utilità, mi ha portato a collaborare con Emergency, un’associazione italiana indipendente e neutrale nata nel 1994 per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Da alcuni anni, ho sistematicamente proposto a collezionisti privati e istituzioni di devolvere la maggior parte dei premi a cui concorrevo a Emergency, a sostegno delle attività delle sue strutture sanitarie, che conseguentemente divenivano il soggetto di reportage fotografici”.

 

Con queste parole Massimo Grimaldi descrive una serie di progetti a cui appartiene Emergency’s Paediatric Centre in Goderich, Photos Shown On Two Apple iMac Core i3s (Centro di emergenza pediatrica a Goderich, fotografie presentate su due iMac Apple Core i3s) (2010) con il quale ha concorso e vinto l’edizione 2009 della Borsa per Giovani Artisti Italiani del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Sollevando importanti questioni che riguardano il sistema dell’arte e un senso di responsabilità etica attraverso l’impegno personale, il progetto è iniziato con la decisione di concorrere al premio indetto annualmente dal Castello con il sostegno degli Amici Sostenitori. Una volta vinto il concorso, Grimaldi ha fatto assegnare la maggior parte del premio a Emergency per poi utilizzare ciò che rimaneva della cifra vinta per recarsi a Goderich, Sierra Leone. Vivendo a contatto con i piccoli pazienti, l’artista ha realizzato quello che definisce “un reportage affettivo”, una serie di fotografie e video che, a frammenti e nel rispetto dell’intimità delle persone ritratte, raccontano la vita quotidiana all’interno dell’ospedale. Le immagini raccolte dall’artista sono mostrate attraverso lo schermo di due computer Macintosh, corrispondenti al modello Apple più avanzato disponibile al tempo della realizzazione dell’opera, diventandone parte integrante. La giustapposizione tra il veicolo di alta tecnologia informatica occidentale e la documentazione che esso contiene – la Sierra Leone è uno dei paesi con i più alti tassi di mortalità infantile al mondo – solleva interrogativi dai quali è difficile sottrarsi e che non tralasciano di ancorare a un tempo e luogo precisi l’esperienza di chi osserva.

 

Secondo l’artista, la sua opera consiste nell’insieme di questa lunga catena di cause ed effetti che, dall’aiuto e dalle medicine per i bambini a Goderich, arriva alla diffusione delle immagini nei musei di altre parti del mondo con le relative reazioni dei visitatori.

 

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