Wim Delvoye

Wim Delvoye si è distinto per il tono ironico con cui nelle sue installazioni ha affrontato importanti temi culturali. L’artista si appropria di immagini considerate «artistiche» dal senso comune, come le figure tipiche delle ceramiche di Delft, gli schemi astratti dei tappeti orientali o più in generale gli stilemi del décor domestico. Questi elementi subiscono una sorta di decontestualizzazione poiché vengono associati a oggetti diversi da quelli cui erano destinati originariamente: le decorazioni di Delft sono applicate a seghe metalliche, quelle orientali a quadri astratti, i pattern mimetici delle tele militari ai vasi da giardino. Questo sistema di incongruenze induce all’umorismo inteso come dispositivo di straniamento psicologico.
Installazione Castello di Rivoli, 1990-1991, è composta da una scultura in legno in forma di betoniera decorata a intarsi e da un centinaio di badili le cui pale dipinte raffigurano gli stemmi di altrettante città europee. A un primo livello di lettura, l’opera si presenta come un monumento al lavoro inteso in senso generale, dove gli strumenti utilizzati (nello specifico quelli di un cantiere edile) valgono come una figura metonimica. A questo primo si associa un secondo livello di lettura, determinato dal trattamento che quegli oggetti hanno subito, giocato volutamente sulla discrepanza tra il «significato» esplicito negli oggetti stessi e la loro elaborazione formale. La betoniera è realizzata in legno ed è intarsiata come gli armadi in finto stile antico. L’oggetto è «finto» perché pur trattandosi di un elemento preciso e specifico, la betoniera, nello stesso tempo ne evoca un altro, l’armadio. Nell’accostamento della betoniera ai badili c’è infine un terzo livello di lettura che, in modo più implicito, costituisce il «tema» dell’installazione. I badili sono stati trasformati in altrettanti stemmi araldici. L’emblema araldico rimanda al concetto di una comunità chiusa nel suo particolarismo, distinta e fiera di questa sua condizione. Ma l’associazione degli stemmi, dei badili e della betoniera mette in discussione tale concetto. L’artista indica quindi una situazione che implica il superamento di ogni particolarismo e necessita di cooperazione in vista di un obiettivo comune.

[G.V.]

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