
Sala Cinese
Come per le altre residenze sabaude anche Rivoli possiede un salotto cinese, progettato nel 1793 da Carlo Randoni, autore anche dei disegni dei mobili, i cui disegni sono conservati presso l’Archivio di Stato di Torino.
L’ambiente fa da raccordo tra l’appartamento della Duchessa d’Aosta e quello del Principe di Piemonte e presenta una decorazione interamente “alla Chinese”. La volta è opera del pittore torinese Francesco Rebaudengo, imitanti un padiglione, che si apre il cielo dove volano dei dragoni. Ai lati scene di vita cinese, riprese dalle carte da parati del Castello di Racconigi, dove il pittore operò nelle sale cinesi dei principi di Carignano. Alle pareti colonne intagliate da ebanisti dell’entourage del Bonzanigo: Giovanni Antonio Gritella, Giovanni Fumario e Giuseppe Gianotti, che realizzano i cespi di fiori, oggi non più presenti, oltre che le cornici coronate da piccole teste di cinesi dal caratteristico cappello a punta, anch’esse asportate in un tempo a noi sconosciuto. All’interno potrebbero esserci state carte cinesi, o specchi oggi non più presenti. Ancora presente il paracamino in legno che presenta come decorazione una scenetta dal gusto orientale: un nobiluomo, il suo servitore che gli fa ombra con un ombrello, un altro intento a preparare il te e un pappagallo sul suo trespolo. La sala, molto danneggiata sia per quanto riguarda la volta che le pareti, presenta l’originale pavimento ligneo. Questo tipo di pavimentazione interessava praticamente tutto il piano.
Lo sapevi?
Lo stile alla chinese
A partire dal 1600 l’Europa soccombe al fascino dell’Oriente, grazie alla Compagnia delle Indie, giungono nel Vecchio Continente merci preziose quali lacche, sete, carte e porcellane, che poco a poco vanno ad abbellire le dimore di re e principi. Questa “febbre” diede il via alla creazione, anche in Piemonte, di ambienti che riecheggiavano questi luoghi lontani. Anche i Savoia non furono esenti da questo gusto, Palazzo Reale, ad esempio possedeva tre salotti cinesi, uno realizzato da Filippo Juvarra, un altro di poco precedente a quello del Castello di Rivoli e realizzato sempre i Duchi d’Aosta. Ad Aglié, Govone, Stupinigi, Moncalieri e Racconigi, ad esempio gli ambienti erano decorati con carte da parati provenienti dalla Cina, raffiguranti scene di vita quotidiana, fiori e uccelli o i principali cicli produttivi della seta, del riso, del tè e della porcellana. In Piemonte, come in tutta Europa, nascerà la chinoiserie, e gli artisti locali, come il Rebaudengo, attivo a Rivoli e in altre residenze, si ispireranno dagli oggetti provenienti dall’Oriente per abbellire ambienti decorati sia per la dinastia sabauda che per l’aristocrazia subalpina.