Pittura in persona. La nuova Collezione della Fondazione CRC

Mostra a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria
Sede: Complesso Monumentale di San Francesco, Cuneo
7 novembre 2021 – 6 marzo 2022
Inaugurazione: sabato 6 novembre 2021, ore 11

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione CRC presentano la mostra Pittura in persona. La nuova Collezione della Fondazione CRC a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria.

Allestita nel Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo, la mostra presenta la Collezione di arte contemporanea della Fondazione CRC. Oltre alla selezione delle più importanti opere presenti in collezione, la mostra include nuove commissioni appositamente realizzate per gli ambienti della Chiesa di San Francesco.

Già composta da un ampio patrimonio, dal 2017 la Collezione CRC è cresciuta grazie al progetto ‘ColtivArte’ in collaborazione con il Castello di Rivoli. Privilegiando il medium della pittura, il progetto ha promosso acquisizioni di opere d’arte di oltre 30 artisti emergenti, attivi a livello internazionale scelti per valorizzare la creatività del territorio locale e italiano, grazie al lavoro della Commissione di esperti presieduta dal Direttore del Castello di Rivoli, Carolyn Christov-Bakargiev, e composta da Guido Curto e Chus Martínez.

Includendo le più importanti opere d’arte contemporanea parte della collezione CRC, la mostra Pittura in persona indaga la vitalità della pittura e la sua forza propositiva anche rispetto alle complesse sfide imposte dal mondo contemporaneo. In risposta alla pervasività della mediazione digitale e della smaterializzazione che hanno connotato molteplici aspetti della vita quotidiana nei mesi della pandemia, la mostra invita a un incontro diretto, teso a valorizzare l’aspetto esperienziale che coinvolge tanto il corpo della pittura stessa quanto quello di chi la osserva. Come scrive Marcella Beccaria “la pittura è un linguaggio dotato di un corpo fisico, con un ingombro spaziale, una materialità tattile, persino un profumo specifico, tutte caratteristiche esperibili di persona e in persona quando ci si trova di fronte alle opere”.

 La mostra propone inoltre nuove commissioni ideate per gli spazi della Chiesa di San Francesco da alcuni giovani artisti, i quali sono stati invitati a intervenire su pareti autoportanti temporanee realizzate per l’occasione. Le nuove commissioni sono state realizzate da Guglielmo Castelli (Torino, 1987), Alex Cecchetti (Terni, 1977), Claudia Comte (Grancy, 1983), Francis Offman (Butare, Ruanda, 1987), Giuliana Rosso (Torino, 1992), Elisa Sighicelli (Torino, 1968) e Alice Visentin (Ciriè, Torino, 1993).

Ulteriori artisti in mostra includono Nora Berman (Los Angeles, 1990), Valerio Berruti ( Alba, 1977), Rossella Biscotti (Molfetta, Bari, 1978), Anna Boghiguian (Il Cairo, 1946),  Sol Calero (Caracas, 1982), Ludovica Carbotta (Torino, 1982), Manuele Cerutti (Torino, 1976),  Barbara De Vivi (Venezia, 1992), Patrizio Di Massimo (Jesi, 1983), Camille Henrot (Parigi, 1978), Anne Imhof (Gießen, 1978), Andrea Massaioli (Torino, 1960), Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984), Daniele Milvio (Genova, 1988), Ad Minoliti (Buenos Aires, 1980), Seth Price (Gerusalemme, 1973), Mathilde Rosier (Parigi, 1973), Giangiacomo Rossetti (Milano, 1989), Lin May Saeed (Würzburg, 1973), Erik Saglia (Torino, 1989), Ania Soliman (Varsavia, 1970), Victoria Stoian (Chișinău, 1987)  Sarah Sze (Boston, 1969), Paolo Turco (Cuneo, 1981) e Xa Zadie (Vancouver, 1983).

Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli, afferma “Nella nostra epoca, la rivoluzione tecnologica e digitale ha causato un cambiamento di senso e di ruolo della pittura. Per gli artisti contemporanei, dipingere e non lavorare a opere digitali è una scelta di intenzionale obsolescenza – un dipinto è un’opera unica, non moltiplicabile come le immagini diffuse sui social media e non può essere vissuto nella sua pienezza attraverso il digitale. Questa scelta non è così lontana dal pensiero di Friedrich Nietzsche che, alla fine dell’Ottocento, scrisse le Considerazioni inattuali (1873-1876), incentrate sull’attualità dell’inattualità. Dall’altro lato, il pittore entra oggi in un corpo a corpo con il quadro e con l’immagine che crea diventando un performer della fisicità e dell’’essere incorporati’.”

Dichiara Guido Curto “Questa collezione è nata per la intelligente e generosa volontà di Giandomenico Genta che, poco tempo dopo essere stato nominato Presidente della Fondazione CRC, decise che era strategico dotare la fondazione di una innovativa raccolta d’arte contemporanea. Di qui la sua lungimirante scelta di coinvolgere la direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Carolyn Christov-Bakargiev, a presiedere e coordinare una piccola (solo tre persone) ma assai agguerrita Commissione Scientifica che avrebbe dovuto, in piena autonomia, fare le scelte d’acquisto giuste, assai difficili nel multiforme e in apparenza caotico panorama e mercato dell’arte contemporanea. […] Ringrazio il Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli Marcella Beccaria per avere sapientemente trasformato questa collezione in una vera e propria mostra d’arte per questa presentazione”.

 Afferma Chus Martínez Le collezioni si formano poco a poco, come le famiglie. Si potrebbe pensare che nascano dalle scelte del collezionista e dalla sua visione dei nessi fra le diverse opere. Invece una buona collezione si fa da sola. […] Gli artisti che hanno realizzato questi lavori non si conoscono, eppure le loro opere hanno già creato una rete, un intreccio di argomenti che mantiene viva la conversazione. Esporre è quindi un atto inclusivo. L’osservatore può relazionarsi in maggiore o minore misura ai particolari, ma il suo ruolo è in realtà quello di partecipare al flusso e lasciarsi intrigare dai diversi modi in cui questi attivano un immaginario. Alcune collezioni hanno come tema il potere, la presente raccolta vuole invece testimoniare un aspetto culturale importante e trascurato: la delicatezza del gesto artistico nell’abbracciare il sociale”.

“Attraverso la nostra collezione, dal 1992 a oggi abbiamo unito forme espressive e artistiche differenti e negli ultimi anni, grazie al progetto ColtivArte, ci siamo concentrati in particolare su artisti emergenti, che stanno percorrendo nuove strade nel mondo dell’arte. “Pittura in persona”, all’interno di un originale percorso studiato per i magnifici spazi del Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo, offre a tutti gli appassionati la possibilità di avvicinarsi a queste opere di giovani talenti e scoprire alcuni interventi artistici site-specific inediti, ideati per l’occasione. Un ulteriore tassello del percorso intrapreso da anni per consolidare il ruolo di Cuneo come centro di produzione artistica di alto livello, in grado di attirare turisti interessati ad un’offerta culturale all’avanguardia e di grande valore” commenta Ezio Raviola, Vice Presidente della Fondazione CRC.

Il catalogo Pittura in persona. La nuova Collezione della Fondazione CRC è pubblicato dal Castello di Rivoli in occasione della mostra. Riccamente illustrato, il volume include testi di Carolyn Christov-Bakargiev, Guido Curto e Chus Martínez, membri della Commissione Scientifica di ColtivArte, un saggio inedito di Marcella Beccaria e una raccolta di dichiarazioni delle artiste e degli artisti in mostra.

 

La mostra è realizzata in partnership con Intesa Sanpaolo e con il sostegno di Acda Spa, Agenzia Generali di Cuneo, Giuggia Costruzioni Srl e Merlo Spa

 

Orari Complesso Monumentale di San Francesco
dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30, la domenica dalle 10.30 alle 18.30. Ingresso gratuito

Per informazioni:
tel. 0171.452711 | info@fondazionecrc.it | fondazionecrc.it

 

Biografie artisti

 Nora Berman (Los Angeles, 1990) vive e lavora a Los Angeles. Spaziando dalla performance alla pittura e alla scultura, la sua ricerca è incentrata su diversi aspetti della contemporaneità, tra cui le dinamiche di potere, il linguaggio, la religione, la spiritualità, la sessualità, la presenza digitale, il Dark Web, le teorie del complotto e la violenza. Con le sue visioni colorate, Berman cerca di rendere tangibile l’intangibile, di operare trasformazioni magiche, di dare forma a figure ultraterrene. Mostre personali includono: Miracle Zone, Le Maximum, Los Angeles (2021); Sparkly22Miracles, Five Car Garage, Los Angeles (2020). Mostre collettive includono: Borderlinking, High Art, Paris (2020); Atlas of Heavens. “Next Generation”, Kunsthaus Baselland, Basel (2018); Welcome to Longtang, Longtang, Zürich (2018); As Above, So Below: Portals, Visions, Spirits & Mystics, IMMA – Irish Museum of Modern Art, Dublin (2017); Friendly Takeover, Marta Herford Museum, Herford (2014).

Valerio Berruti (Alba, Cuneo, 1977) dal 1995 vive e lavora a Verduno, Alba, in una chiesa sconsacrata del XVII secolo da lui restaurata. La sua ricerca include lo studio di antiche tecniche, tra cui quella dell’affresco. Assolute ed essenziali, le sue figurazioni sono spesso ispirate al mondo della famiglia, degli affetti e dell’infanzia. Mostre personali includono: La giostra di Nina, Galleria Grande, Reggia di Venaria, Venaria (2020); Endless Love, Istituto Italiano di Cultura, Los Angeles (2018). Mostre collettive includono: Além de 2020, Arte italiana na pandemia, MAC – Museu de Arte Contemporãnea, San Paolo (2021); The Intuitionist, The Drawing Center, New York (2014); Detour, Centre Pompidou, Parigi (2008). Nel 2009 è stato tra gli artisti che hanno rappresentato il Padiglione Italia alla 53. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia.

Rossella Biscotti (Molfetta, Bari, 1978) vive e lavora tra Rotterdam e Bruxelles. La sua produzione artistica attraversa il film, la performance e la scultura. Con ricerche d’archivio e indagini orali, l’artista esplora momenti oscuri della storia recente, analizzandone in particolare il sistema istituzionale, per ricostruire narrative individuali che si innestano nel presente. Mostre personali includono: Rossella Biscotti, new work, Witte de With, Rotterdam (2019); The City, Kunsthaus Baselland, Basel (2018); The Trial, GULAG History State Museum, Moscow (2016); The Undercover Man, Sculpture Center, New York (2014). Mostre collettive includono: 55. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (2013); 13th Istanbul Biennal, Istanbul (2013); dOCUMENTA (13), Kassel (2012); Manifesta 9, Genk (2012). Ha vinto, tra gli altri, il Premio ACACIA (2017), il Premio Quadriennale di Roma (2016), il Mies van der Rohe Preis, Kunstmuseen Krefeld (2013), il Premio Italia Arte Contemporanea, MAXXI, Roma (2010).

Anna Boghiguian (Il Cairo, 1946), di origine armene, vive e lavora nomadicamente tra Europa, Asia, Africa e nelle Americhe, pur mantenendo lo studio e la casa al Cairo. Empatica osservatrice della condizione umana, nelle sue opere Boghiguian offre una interpretazione unica della vita contemporanea, tra passato e presente, poesia e politica, osservazione critica del mondo. Le sue opere combinano una umanità dispersa, sofferente e nomade, vittima della Storia e dei suoi conflitti. Mostre personali includono: Anna Boghiguian, Tate St Ives, St Ives (2019); The Loom of History, New Museum, New York (2018); Anna Boghiguian, Sharjah Art Foundation, Sharjah (2018); Anna Boghiguian, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2017). Mostre collettive includono: Padiglione della Repubblica dell’Armenia, 56. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (2015), padiglione vincitore del Leone d’Oro per la migliore Partecipazione Nazionale; 14th Istanbul Biennial, Istanbul (2015); dOCUMENTA (13), Kassel (2012); Sharjah Biennial, Sharjah (2011); 11th International Istanbul Biennial, Istanbul (2009).

Sol Calero (Caracas, 1982) vive e lavora a Berlino. Con la pittura quale elemento centrale della sua pratica, Calero realizza lavori luminosi, colorati e vibranti, che riflettono sull’iconografia dell’America Latina e sui suoi cliché, e su questioni di genere, identità, rappresentazione, sfruttamento, migrazione, emarginazione. L’artista realizza anche grandi installazioni immersive, scenografie che ricordano set televisivi, dove la pittura si unisce alla scultura e al mosaico. Mostre personali includono: El barco de barro (The Clay Ship), Copenhagen Contemporary, Copenhagen (2020); El Autobus, Tate Liverpool, Liverpool (2019); Pica Pica, Düsseldorf Kunstverein, Düsseldorf (2018); La Sauna Caliente, Kunsthaus Bregenz, Bregenz (2016). Progetti curatoriali includono: Desde el Salón (From the Living Room). Sol Calero selects from the Hiscox Collection, Whitechapel Gallery, Londra (2021). Mostre collettive includono: Die Absurde Schönheit des Raumes, Hamburger Kunsthalle, Amburgo (2020); Amazonas Shopping Center, Preis der Nationalgalerie, Hamburger Bahnhof – Museum for Gegenwart, Berlino (2017); Salon of Hybrid Things, KW Institute for Contemporary Art, Berlino (2015). Calero, con Christopher Kline, gestisce il project space Kinderhook and Caracas a Berlino. È cofondatrice del progetto CONGLOMERATE.

Ludovica Carbotta (Torino, 1982) vive e lavora tra Torino e Barcellona. Il suo lavoro indaga l’individuo e il modo in cui abita l’ambiente che lo circonda. Combinando installazione, scultura, disegno, architettura, scrittura e performance, l’artista esplora ciò che definisce “fictional site specificity”, l’ideazione di luoghi immaginari o l’inserimento di luoghi reali in contesti di fantasia, riscoprendo l’immaginazione quale strumento di costruzione della conoscenza. Mostre personali includono: Monowe, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2019); Inches, Feet, Verse, Metre, Marsèlleria, New York (2018); Monowe, Remnants from the future, Kiosko, Santa Cruz de la Sierra (2016). Mostre collettive includono: 58. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (2019); What’s Love Got to Do with It?, The Drawing Center, New York (2019); That’s IT!, MAMbo – Museo d’Arte Moderna, Bologna (2018). Nel 2018 ha vinto il New York Prize, Istituto Italiano di Cultura, New York, e nel 2016 la Menzione Speciale al Premio ITALIA, MAXXI, Roma. Carbotta è cofondatrice di Progetto Diogene, Torino, un programma di residenze internazionali, e di The Institute of Things to Come, un centro di ricerca su scenari futurologici.

Guglielmo Castelli (Torino, 1987) vive e lavora a Torino. Attraverso la sua pratica, Castelli riflette sulla pittura osservando e dialogando con la storia dell’arte, la letteratura e molteplici spunti culturali. L’artista riconosce nella pittura uno tra i primi gesti umani compiuti con un’intenzionalità artistica a partire dai dipinti rupestri in epoca preistorica. Al centro dei suoi lavori si colloca la ricerca sul corpo, in una dimensione evanescente, onirica, in cui figurazione e astrazione si incontrano. Mostre personali includono: Ornate Impotence, The Cabin, La Brea Studio Residency, Los Angeles (2020); Sia inteso come tutto ciò che non pesa, Le nuove frontiere del contemporaneo, Fondazione Coppola, Vicenza (2019); Goodmorning Bambino, Künstlerhaus Bethanien, Berlino (2018). Mostre collettive includono: FUORI, 17a Quadriennale d’arte 2020, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2020); A Strong Desire, PS120, Berlino (2018); Biennale internationale d’art contemporain de Melle (2018); Recto/Verso 2, Fondation Louis Vuitton, Le Secours populaire français, Parigi (2018). Nel 2015 ha vinto il Premio speciale sezione Pittura del Combat Prize.

Alex Cecchetti (Terni, 1977) vive e lavora a Parigi. Inclusiva di coreografia, performance, pittura, scultura, video e poesia, la sua pratica è da lui definita “art of avoidance” (arte di evitare). I molteplici interessi dell’artista includono l’intelligenza delle piante e il rapporto tra umani e non umani. Mostre personali includono: Occupie Paradit, Netwerk, Aalst (2020); At The Gate Of The Music Palace, Spike Island, Bristol (2018); Tamam Shud, Centre For Contemporary Art Ujazdowski Castle, Varsavia (2017). Tra le altre, ha realizzato performance presso MAXXI, Roma (2020); Serpentine Galleries, Londra (2019), Centre Pompidou, Parigi (2017). Mostre collettive includono: Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa. Omaggi alle opere della Collezione Cerruti. Capitolo 2, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2019); Plant Sex, Serpentine Galleries, Londra (2019). Nel 2019 ha partecipato a Per un rinnovamento immaginista del mondo. Il Congresso di Alba: 1956-2019, rievocazione organizzata dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, e Fondazione CRC, Cuneo.

Manuele Cerutti (Torino, 1976) vive e lavora a Torino. La sua ricerca pittorica include l’attenzione sul dettaglio, il frammento o l’oggetto, a partire da reperti che custodisce nel suo studio. Nelle sue opere quanto dipinto, per quanto piccolo e apparentemente insignificante, diventa un personaggio specifico, protagonista di grandi tableaux vivants e non nature morte. Mostre personali includono: Dona Ferentes, Studio Museo Felice Casorati, Pavarolo, Torino (2020); Gleiches zu Gleichem, Wilhelm Hack Museum, Ludwigshafen am Rhein (2017); Proprioception, Istituto Italiano di Cultura, Londra (2016). Mostre collettive includono: Prima che il gallo canti, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene, Cuneo (2021); Ciò che vedo. Nuova Figurazione in Italia, MART, Museo di Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto (2020); Premio Lissone 2018, MAC – Museo d’Arte Contemporanea, Lissone (2018). Tra gli altri riconoscimenti, ha vinto l’Illy Present Future Prize nel 2004. È il vincitore dell’Italian Fellowship in Visual Arts 2021/2022 dell’American Academy in Rome. È cofondatore di Progetto Diogene, Torino.

 Claudia Comte (Grancy, Svizzera, 1983) vive e lavora a Basilea. A partire dall’osservazione della natura e dei suoi mutevoli schemi, l’artista elabora ampie installazioni ambientali che incorporano il mondo dalla prospettiva dell’esperienza del digitale. Affrontando temi di urgente attualità come il cambiamento climatico, l’ecologia e l’inquinamento globale, l’artista racconta anche la memoria dei materiali e la saggezza del lavoro manuale. Mostre personali includono: After Nature, Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid (2021); How to Grow and Still Stay the Same Shape, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2019-2021); I have grown taller from standing with Trees, Copenhagen Contemporary, Copenhagen (2019). Mostre collettive includono: More, More, More, TANK, Shanghai (2020); Salon Suisse: ATARAXIA, evento collaterale alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (2016); The Language of Things, Public Art Fund, City Hall Park, New York (2016). Comte ha vinto, tra gli altri, il Prix de la Ville du Locle, Triennale de l’Art Imprime Contemporain (2015) e lo Swiss Art Award (2014).

Barbara De Vivi (Venezia, 1992) vive e lavora tra Venezia e Newcastle. La sua pittura rielabora temi iconografici che attraversano la storia dell’arte, in particolare relativi alla mitologia e ad antiche leggende, unite al proprio vissuto personale e familiare. Sulle tele prendono forma paesaggi onirici in cui i soggetti e i vari elementi in scena si configurano in racconti aperti, narrazioni frammentarie e allusive. Mostre personali includono: Snap Trap, Palazzo Merulana, Roma (2021); Immaginifico, Spazio Siracusa, Agrigento (2019); La scintilla latente, Ca’ dei Ricchi, Treviso (2019). Mostre collettive includono: Les danses nocturnes, a cura di Eastcontemporary, Entrevaux (2021); Danae Revisited, Fondazione Francesco Fabbri, Pieve di Soligo (2021); Premio Francesco Fabbri, Villa Brandolini, Pieve di Soligo (2020); 101ma Collettiva Giovani Artisti, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2017). Ha vinto il Combat Prize, sezione Pittura, nel 2017.

Patrizio Di Massimo (Jesi, Ancona, 1983) vive e lavora a Londra. Interrogandosi sull’idea del ritratto come veicolo di espressione e rappresentazione di precisi stati d’animo, l’artista include riferimenti alla storia della pittura e all’arte del Novecento. Giorgio de Chirico, Otto Dix e il movimento tedesco della Nuova Oggettività sono solo alcuni tra i numerosi riferimenti riscontrabili nelle opere dell’artista. Mostre personali includono: Il ciclo de La Risalita, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2020-2021); Patrizio Di Massimo, Palazzo Ducale, Urbino (2019); KURA., Fonderia Artistica Battaglia, Milano (2019); Me, Mum, Mister, Mad, Kunsthalle Lissabon, Lisbona (2014); The Lustfult Turk, Gasworks, Londra (2013). Mostre collettive includono: Garden of Six Seasons, ParaSite, Honk Kong (2020), ÜberMauer, Biennale Arcipelago Mediterraneo, Palermo (2019); EVA International, Limerick (2018); Ennesima, Triennale di Milano (2015); Ritratto dell’artista da giovane, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2014); Premio Italia 2012, MAXXI, Roma (2012).

Camille Henrot (Parigi, 1978) vive e lavora a New York. Con una pratica che spazia tra pittura, film, installazione, performance, disegno e scultura, Henrot trae ispirazione dalla letteratura, dalla mitologia, dall’antropologia culturale, dal cinema, dalla biologia evoluzionistica, dalla religione, della psicanalisi, dai social media e dalla quotidianità. Nei suoi disegni, l’artista predilige linee fluide, organiche, e colori pastello, rievocando il mondo infantile. Mostre personali includono: Days are Dogs, Palais de Tokyo, Parigi (2017); IF WISHES WERE HORSES, Kunsthalle Wien, Vienna (2017); The Restless Earth, New Museum, New York (2014); The Pale Fox, Kunsthal Charlottenborg, Copenhagen (2014); Snake Grass, Schinkel Pavillon, Berlino (2014). Mostre collettive includono: 9th Berlin Biennale, Berlino (2016); Taipei Biennial (2014); Gwangju Biennial (2014); 55. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (2013), dove ha vinto il Leone d’Argento. Ha inoltre vinto il Nam Jun Paik Award nel 2014 e l’Edvard Munch Award nel 2015.

Anne Imhof (Gießen, Germania, 1978) vive e lavora a Berlino e New York. Attraverso performance, pittura, scultura, installazione e suono, l’artista riflette sull’esperienza del mondo contemporaneo nel quale la fisicità è sempre più mediata dalla comunicazione digitale e dall’uso massiccio dei social media. Nuove forme di narcisismo, alienazione, distacco e specifiche gestualità sono alla base delle sue durational performances, azioni che Imhof realizza in stretta collaborazione con altri artisti e musicisti. Mostre personali includono: Natures Mortes, Palais de Tokyo, Parigi (2021); SEX, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2020-21), Art Institute of Chicago, Chicago (2019), Tate Modern, Londra (2019); Angst, Kunsthalle Basel, Basilea (2016); Deal, MoMA PS1, New York (2015). Mostre collettive includono: The Paradox of Stillness, Walker Art Center, Minneapolis (2020); The Violence of Gender, Tai Kwun, Hong Kong (2019); Biennale de Montréal, Montréal (2016). Imhof ha rappresentato la Germania alla Biennale di Venezia del 2017, in occasione della quale ha ricevuto il Leone d’Oro per la migliore Partecipazione Nazionale. Ha inoltre vinto l’Absolut Art Award (2017) e il Preis der Nationalgalerie (2015).

 Andrea Massaioli (Torino, 1960) vive e lavora a Torino. Attraverso pittura e scultura, l’artista compone paesaggi lirici e poetici, popolati da soggetti provenienti dal mondo animale e vegetale. Eventuali riferimenti all’essere umano sono resi come dettagli anatomici o figure di neonati. Nei suoi dipinti, Massaioli predilige l’utilizzo dell’oltremare, colore di cui apprezza il fulgore elettrico, non riproducibile digitalmente. Mostre personali includono: Deep Blue, Palazzo Botton, Castello di Castellamonte, Castellamonte (2016); Primordium, Galleria 41 Artecontemporanea, Torino (2008); Ciocca Artecontemporanea, Milano (2008); Chiudimi in un bacio, Studio Ercolani, Bologna (2004). Mostre collettive includono: Una infinita bellezza. Il paesaggio in Italia dalla pittura romantica all’arte contemporanea, La Venaria Reale, Venaria (2021); What can we see from silk road, 7th Beijing International Art Biennal, National art Museum of China, Pechino (2017); Imago Mundi – Luciano Benetton Collection: Praestigium Italia, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2015).

 Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) vive e lavora a Torino e a Venezia. Partendo dall’esame di casi specifici, nelle sue opere rilegge il patrimonio culturale e naturale di determinati luoghi o situazioni, intrecciando fatti documentati e storie trasmesse dalle comunità locali, guardando alle complesse relazioni tra esseri umani, natura e cultura. Mostre personali includono: Routes, Der Tank, Basilea (2021); Silver Rights, ar/ge kunst Gallery, Bolzano e Sodertalje Konsthall, Stoccolma (2021); Una Boccata d’Arte. Spicule, Galleria Continua presso Cervo, Liguria (2019). Mostre collettive includono: Rethinking nature, MADRE, Napoli (2020-2021); That’s IT!, MAMbo – Museo d’Arte Moderna, Bologna (2018-2019), 14th Istanbul Biennial, Istanbul (2015). È vincitrice, tra gli altri, del bando pubblico Cantica21, promosso dal Ministero degli Esteri e dal Ministero dei Beni Culturali (2020), e della 7. edizione dell’Italian Council promosso dal Ministero dei Beni Culturali (2019).

Daniele Milvio (Genova, 1988) vive e lavora tra Milano e Ansedonia, Grosseto. L’artista adotta molteplici linguaggi e formati, mantenendo un’attitudine pittorica anche nelle sculture di piccolo formato. Appropriandosi di repertori iconografici tradizionali, l’artista ne manipola simbologie e metafore. Nelle sue opere ricorrono figure scarne e convulse, fisionomicamente deturpate. Questi personaggi sono inseriti in luoghi che sembrano essere fuori dal controllo del tempo. Mostre personali includono Die besten Jahre unseres Lebens, Weiss Falk, Basilea (2019); Brache, Supportico Lopez, Berlino (2017). Mostre collettive includono The Estate, Kim? Contemporary Art Centre, Riga (2019); I sette messaggeri, Marselleria, Milano (2017).

Ad Minoliti (Buenos Aires, 1980) vive e lavora a Buenos Aires. Nella pratica dell’artista, che comprende disegno, installazione, grafica digitale, il linguaggio dell’astrazione geometrica si mescola alle teorie di genere. Minoliti concepisce la pittura non come un mero formato espressivo ma piuttosto come un insieme di idee visive, spesso declinate in scenari post-umani, atte ad aprire nuove prospettive sulle nozioni di sessualità e biologia. Mostre personali includono: Biosfera Peluche, BALTIC Centre for Contemporary Art, Newcastle (2021); Fantasias Modulares, MASS Moca, Massachusetts (2021); Atrium Project, Museum of Contemporary Art Chicago (2019). Mostre collettive includono: Forget Sorrow Grass, Guangdong Times Museum, Guangzhou (2019); Still I Rise, Nottingham Contemporary, Nottingham (2019).

Francis Offman (Butare, Ruanda, 1987) vive e lavora a Bologna. La sua pratica si sviluppa come una forma di cura per lo scarto. Tutti i materiali adottati – tele, carta, cemento, gesso di Bologna, fondi di caffè e la pittura stessa – sono infatti recuperati e anche la decisione di non servirsi di telai discende da questa logica. L’abbandono del figuratismo è da ascrivere più alle labili e stratificate reminiscenze del proprio vissuto che ad una tensione verso l’Astrattismo europeo. Mostre personali includono: Francis Offman, Herald St | Museum St, Londra (2021); You Might Know, MA*GA, Gallarate (2021). Nel 2021, ha partecipato alla 19. Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Nel 2020, ha ottenuto il Premio Regione Emilia-Romagna per supportare e promuovere l’arte contemporanea.

Seth Price (Gerusalemme, 1973) vive e lavora a New York. Price utilizza ogni tipo di medium, dalla scultura al film, dal web design alla musica, dagli abiti alla poesia, per scandagliare l’infinta flessibilità del mondo digitale, la sua immaterialità totalizzante e le profonde trasformazioni che la tecnologia ha operato sulla contemporaneità. Il processo di ripetizione, ingrandimento ed elisione fa dei suoi foto-collage delle pagine che compongono un racconto di superfici, tra le quali si riconoscono la pelle umana, la carta e la pellicola sintetica. Mostre personali includono: Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa. Omaggi alle opere della Collezione Cerruti. Capitolo 1, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2019); Seth Price: Danny, Mila, Hannah, Ariana, Bob, Brad, MoMA PS1, New York (2018); Social Synthetic, Stedelijk Museum, Amsterdam (2017). Mostre collettive includono: Phantom Plane, Cyberpunk in the Year of the Future, Tai Kwun Centre for Heritage & Arts, Hong Kong (2019); Art in the Age of the Internet, 1989 to Today, Institute of Contemporary Art, Boston (2018). Nel 2018 ha partecipato alla 13. Biennale di Shanghai.

 Mathilde Rosier (Paris, 1973) vive e lavora nella Borgogna, in Francia. Attraverso la combinazione di disegno, pittura, film, danza e teatro, Rosier costruisce mondi rovesciati, la cui musica interiore coinvolge chi guarda, contribuendo alla perdita delle coordinate spazio-temporali. Le sue opere mettono in scena rappresentazioni mistiche di animali nella cornice di scenografie ispirate alla natura. Mostre personali includono: Le Massacre du printemps, MADRE, Napoli (2020); Figures of Climax of the Impersonal Empire, Fondazione Guido Lodovico Luzzatto, Milano (2018). Mostre collettive includono: Kosmos Emma Kunz, Aargauer Kunsthaus, Aarau, 2021; Metamorfosi – Lasciate che tutto vi accada, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2018).

Giangiacomo Rossetti (Milano, 1989) vive e lavora a New York. I suoi dipinti lasciano spazio a soggettività a un tempo funeste e idilliache. Le sue pennellate precise e i passaggi chiaroscurali echeggiano una tensione tipica del barocco europeo, aprendo a una ricerca sulle tecniche illusorie della pittura moderna e contemporanea. Mostre personali includono: Lesson #12 – Giangiacomo Rossetti “Tower 1”, Fiorucci Art Trust, Londra (2021); Le Fantasie, Greene Naftali, New York (2020); Bones of the Men, Mendes Wood DM, Bruxelles (2019); Deepstaria Enigmatica, Riverside, Berna (2018). Mostre collettive includono: Winterfest: An Exhibition of Arts and Crafts, Aspen Art Museum (2020); Techniques of the Observer, Greene Naftali Gallery, New York (2019); Nightfall, Mendes Wood DM, Bruxelles (2018); Verlörung, Art Berlin, Berlino (2018).

Giuliana Rosso (Torino, 1992) vive a lavora a Torino. La sua ricerca si muove tra pittura e disegno, con contaminazioni tridimensionali che pone in relazione stretta con lo spazio reale. Il suo lavoro indaga una condizione umana di inquietudine costante, intrisa di sentimenti contrapposti dove l’infanzia e l’adolescenza ne diventano metafora. Mostre personali includono: But I Doubt, I tremble, I see (shaking edges and) the wild thorn tree, Pina, Vienna (2021); Soltanto ora, perdute, mi diventano vere, VEDA, Firenze (2019). Mostre collettive includono: Espressioni. La proposizione, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2020); Capriccio 2000, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2019); Expdanded Painting, Galleria Massimo Minini, Brescia (2019).

Lin May Saeed (Würzburg, Germania, 1973) vive e lavora a Berlino. Il suo lavoro sviluppa uno studio approfondito dei miti delle civiltà antiche e del loro influsso sul pensiero politico e sociale dei giorni nostri. Questi importanti temi sono spesso declinati in opere fatte con il polistirolo espanso, materiale le cui caratteristiche sono in contrasto con la scultura tradizionale. Mostre personali includono: Lin May Saeed. Arrival of the Animals, The Sterling and Francine Clark Art Institute, Williamstown, Massachusetts (2020); Lin May Saeed: Biene, Studio Voltaire, Londra (2018). Mostre collettive includono: Eurasia – A Landscape of Mutability, M HKA Museum of Contemporary Art Antwerp, Anversa (2021-2022); Metamorfosi – Lasciate che tutto vi accada, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2018); 9. Biennale di Berlino (2016).

Erik Saglia (Torino, 1989) vive e lavora a Torino. Nella sua opera pittorica lo spazio assume un ruolo essenziale. L’impostazione delle griglie simmetriche è per l’artista un momento rituale scandito dal suono del nastro adesivo che si srotola sulla tela mentre i movimenti del suo corpo si fanno sempre più meccanici e precisi nel pitturare, verniciare o stendere colori spray. Mostre personali includono: Una tranquilla Apocalisse, Spazio Lampo, Chiasso (2020); Pregenesi, Palazzo Lancia, Torino (2018). Mostre collettive includono: Collezione (in) particolare, Museo d’Arte Contemporanea Lissone, Lissone (2021); Looklock, Palazzo Ercolani, Bologna (2021); Sphères, Galleria Continua, Les Moulins, Boissy-Le-Chàtel (2013). È uno dei cofondatori di Spazio Buonasera, Torino (2015-2019).

Elisa Sighicelli (Torino, 1968) vive e lavora a Torino. L’artista utilizza la fotografia per fare un lavoro sulla fotografia. Fondendosi con supporti tattili e materici, le sue immagini catturano gli echi del visibile, analizzando i modi in cui la realtà riflette su se stessa. Mostre personali includono: Carla Accardi and Elisa Sighicelli, 55 Walker Street, uno spazio di Bortolami Gallery, kaufmann repetto, Andrew Kreps Gallery, New York (2020); Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa. Omaggi alle opere della Collezione Cerruti. Capitolo 3 – Elisa Sighicelli, Lumenombra Lumenicta, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2019). Mostre collettive includono: Stasi Frenetica, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino (2020); Marking Time, MCA – Museum of Contemporary Art Australia, Sydney (2012). Nel 2009, è stata una delle artiste a rappresentare il Padiglione Italia in occasione della 53. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia.

Ania Soliman (Varsavia, 1970) vive e lavora a Parigi. Incentrandosi sulla relazione tra natura e tecnologia, la sua pratica di disegno abbraccia processi di mappatura, colorazione e cancellazione. I materiali di partenza si trasformano in opere sovrascritte, tracciando l’esperienza intima dell’artista nel vivere lo spazio digitale, fatto di discontinuità, reti subliminali e ripetizioni virali. Mostre personali includono Inside the Thing is Nothing, Pera Museum, Istanbul (2015), in occasione della 14th Istanbul Biennial; Semiwild, Museum of Cultures, Basilea (2014). Mostre collettive includono Unprecedented Times, Kunsthaus Bregenz, Bregenz (2020); Metamorfosi – Lasciate che tutto vi accada, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino (2018). Nel 2010, ha partecipato alla Whitney Biennial, New York.

Victoria Stoian (Chișinău, 1987) vive e lavora a Torino. La memoria della sua terra, la Moldavia, è all’origine delle sue opere pittoriche. Riferimenti a tradizioni culturali, ma anche a catastrofi naturali oppure a tensioni politiche sono tra i soggetti che animano i suoi dipinti. Nelle sue tele, l’artista riflette sul caos, la fragilità e il conflitto articolandoli attraverso una pittura libera, nella quale il disegno è prodotto dall’accostamento di precise pennellate. Mostre personali includono: Nistru-Confines, Alberto Peola, Torino (2018); Rallenting. Codri Earthquake, Studio la Città, Verona (2015). Mostre collettive includono: 1000 EVENTI Storie di galleria, Giuseppe Pero, Milano (2018); 906090, Giuseppe Pero, Milano (2017); I capricci del destino, Giuseppe Pero, Milano (2015).

Sarah Sze (Boston, 1969) vive e lavora a New York. Attingendo al mondo fisico e a quello digitale, l’artista assembla complesse opere multimateriche che abbracciano scultura, pittura, disegno, incisione, video e installazione. Microscopici e macroscopici, questi universi catturano gli osservatori proponendo inedite esperienze intrise dell’effimera temporalità di umili oggetti quotidiani. Mostre personali includono: Night into Day, Fondation Cartier pour l’art contemporain, Parigi (2020-2021); Off the Wall, San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco (2020). Mostre collettive includono: .paint, Museum of Contemporary Art Chicago, Chicago (2020); Surrounds, 11 Installations, The Museum of Modern Art, New York (2019). Nel 2016, ha ricevuto il Louise Blouin Foundation Award. Nel 2013, ha rappresentato gli Stati Uniti in occasione della 55. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia. Nel 2021 l’artista ha presentato la sua prima installazione video ambientale e monumentale nel contesto del programma Art Basel Parcours.

Paolo Turco (Cuneo, 1981) vive e lavora a Mondovì. I luoghi che esplora gli fornisco non soltanto lo spunto concettuale ma anche i materiali per realizzare le sue opere. Pietre, terra, legno, ma anche rifiuti, soprattutto in plastica, sono raccolti in piccoli vasetti in vetro. Chiusi con coperchi in metallo, questi vasetti sono accostati come fossero tessere di un mosaico, delineando composizioni che riproducono ed interpretano gli originali paesaggi incontrati. Mostre personali includono: D’acque, di fiori, di montagne, Museo Civico della Stampa, Mondovì (2008); Natural-mente, Accademia Albertina di Belle Arti, Torino (2002). Mostre collettive includono: Una infinita bellezza. Il paesaggio in Italia dalla pittura romantica all’arte contemporanea, Reggia di Venaria Reale, Torino (2021); Italia Giovane Stato, Fondazione Peano, Cuneo (2011).

Alice Visentin (Ciriè, Torino, 1993) vive e lavora a Torino. I dialoghi con la nonna materna e le donne del borgo di montagna da cui proviene la sua famiglia ispirano le sue opere pittoriche. Menestrelli, giganti, gigantesse e pastori sono alcuni tra i personaggi che ricorrono nelle sue opere. Presentati con dignità quasi regale, essi sono i protagonisti di racconti fantastici, nei quali l’umano e dettagli di natura si uniscono talvolta confondendosi gli uni con gli altri. Mostre personali includono: Planète, Istituto Italiano di Cultura, Parigi (2021); Una Boccata d’Arte. Il comizio, la merenda, il canto, Galleria Continua, Avise (2020). Nel 2019 ha interpretato Enrico Baj in Per un rinnovamento immaginista del mondo. Il Congresso di Alba: 1956-2019, rievocazione organizzata dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, e Fondazione CRC, Cuneo. Nel 2019 ha vinto il premio ACCADEMIBAC, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e dalla Fondazione La Quadriennale di Roma. È una delle cofondatrici di Spazio Buonasera, Torino (2015-2019).

Zadie Xa (Vancouver, 1983) vive e lavora a Londra. Pittura, performance, video e tessuti sono mezzi attraverso cui l’artista si interroga su molteplici argomenti che, dall’ecologia, includono la fantascienza e le religioni antiche. Nelle sue opere, le tradizioni culturali coreane sono rilette in chiave post-digitale, dando vita a personaggi le cui storie propongono inedite mitologie. Mostre personali e performance includono: Child of Magohalmi and the Echoes of Creation, De La Warr Pavillion, Bexhill-on-Sea (2019); Tramway, Glasgow (2019); Yarat Contemporary Art Space, Baku (2019); Meetings on Art, 58. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia (2019). Mostre collettive includono: Still I Rise: Feminisms, Gender, Resistance – Act 3, Arnolfini, Bristol (2019); Body Armor, MoMA PS1, New York (2018). Nel 2021 è tra le artiste invitate a Bodies of Water, 13. Biennale di Shanghai.

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