Vibrant Natures – On Telluric Cosmologies

Riar Rizaldi, Mirage – Eigenstate, 2024
still dal video
Courtesy l’artista
Programma delle attività collaterali al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
A cura di Guido Santandrea e Marianna Vecellio
Venerdì 28 febbraio 2025 – Sabato 22 marzo 2025
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta Vibrant Natures – On Telluric Cosmologies, il programma sviluppato con Almanac e Orti Generali a cura di Guido Santandrea e Marianna Vecellio che mira a coltivare un pensiero ecologico e una coscienza ambientale che riposizioni l’umano all’interno della natura come parte di essa.
Il programma prosegue la riflessione iniziata nel primo capitolo On Decay and Rebirth, realizzato tra febbraio e marzo 2024, mantenendo come base di ricerca i caratteri di complessità, pluralità, coesistenza e reciprocità propri della natura. Vibrant Natures – On Telluric Cosmologies prende avvio a partire dalle politiche di resistenza a economie di sfruttamento della natura che si fondano sul superamento dell’opposizione tra soggetto e oggetto, tra natura e cultura, tra umano e non umano, e della conseguente legittimazione di rapporti di potere e dominio. Cuore del programma è una ridefinizione del concetto di “natura”, intesa come agente attivo e “vitale”. Vibrant Natures – On Telluric Cosmologies esplora il modo in cui artisti e ricercatori di diversi ambiti di indagine – scientifico, culturale, storico per esempio – riflettono sulle possibilità di azione e influenza di entità non umane sulle condizioni attuali in quanto “soggetti materiali, che agiscono e sono agiti” come scrive il filosofo Federico Luisetti, fra gli ospiti del programma.
Tra attività laboratoriali, approfondimenti teorici e produzioni artistiche realizzate nelle varie sedi dei partner coinvolti, Vibrant Natures – On Telluric Cosmologies ambisce a ridefinire i confini della soggettività e riconosce il ruolo di entità non umane, entrambe condizioni necessarie per mettere in discussione i presupposti che hanno portato alla crisi climatica e ambientale che stiamo vivendo.
Timothy Morton – HELL
Venerdì 28 febbraio 2025, ore 16.30–17.30 | Online
L’incontro online Timothy Morton – HELL è una conversazione tra Timothy Morton, filosofo e autore del libro Hell: In Search of a Christian Ecology e lo scrittore e giornalista culturale Gianluca Didino, introdotta da Marianna Vecellio, curatrice del Museo. L’appuntamento prende avvio dalle tesi di Timothy Morton, che sostiene che esista una relazione inaspettata ma profonda tra religione ed ecologia in grado di guidare una risposta su scala planetaria alla crisi climatica. Tale proposta si radica nell’idea che i sentimenti spirituali e mistici abbiano una grande risonanza con il pensiero ecologico e forniscano le risorse di cui l’ambientalismo necessita.
Il libro sarà pubblicato in italiano nel 2025 dalla casa editrice Timeo, Palermo, con il titolo Inferno. William Blake e la ricerca di un’ecologia cristiana. La conversazione in lingua inglese avverrà online e sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del Castello di Rivoli a questo link: https://www.youtube.com/@castellodirivolimuseodarte944/streams
Essere pietra
Giovedì 6 marzo 2025, ore 15.00–18.00 | Sala Conferenze, Edificio Manica Lunga
L’incontro prevede una conversazione tra Federico Luisetti, autore del libro Essere pietra. Ecologia di un mondo minerale (2023) e gli artisti Andrea Caretto e Raffaella Spagna, moderata da Filippo De Pieri, professore di Storia dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Il dialogo è seguito dalla tavola rotonda con gli studenti del corso di Dottorato Architettura. Storia e Progetto del Politecnico di Torino. La conversazione trae origine dall’assunto che i soggetti non umani, in particolare quelli appartenenti al mondo minerale, sono da sempre considerati materia inerte o risorsa da sfruttare. Federico Luisetti propone un modello culturale che riconosce anche pietre e montagne come attori politici, invitando a riflettere sulla vitalità della materia a partire da quella litica e tracciando un itinerario che passa tra massi erratici e opere d’arte, tra analisi etnografiche e suggestioni poetiche. L’opera Sensitive Stones. Progetto per una Litoteca Esperienziale, 2024, degli artisti Andrea Caretto e Raffaella Spagna esposta presso la Biblioteca del Museo, invita gli spettatori a un incontro intimo e personale tra soggetti umani e minerali.
Il finissage della mostra Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura
Sabato 22 marzo 2025, ore 14.30–19.00 | Varie sedi, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Vibrant Natures. On Telluric Cosmologies si conclude con il programma sabato 22 marzo 2025 in occasione del finissage della mostra Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura e si declina in una giornata di eventi, performance e laboratori in diversi spazi del museo.
Apre il programma alle ore 14.30 nel cortile esterno la performance dell’artista Derek MF Di Fabio in collaborazione con la professoressa, autrice e poetessa Jackie Wang. Dopo i workshop di gennaio e febbraio 2025 presso Orti Generali dal titolo Torrenti di Umidi Nodi, votati a connettere narrazioni personali ed esperienze storiche, Derek MF Di Fabio torna per l’occasione a creare “esperienze che possono essere rivissute attraverso la memoria condivisa e non possono più essere circoscritte da chi / come / dove”.
Segue alle ore 15.00 presso il Teatro la proiezione del film di Riar Rizaldi Mirage – Eigenstate, 2024.
Realizzato a seguito di una residenza presso Gasworks (Londra), nel 2024, Mirage – Eigenstate, 2024, intreccia indagini sulla natura della realtà, ponendo la scienza occidentale come una metodologia tra le tante in una costellazione di visioni del mondo pluralistiche. Il film esplora diverse interpretazioni della realtà, dalla fisica quantistica, al monorealismo sino alle idee sulla natura di Dio nel misticismo Sufi di origine indo-malese. Girato nello stile del programma televisivo Cosmos dell’astronomo e scienziato planetario americano Carl Sagan, Mirage – Eigenstate fa riferimento alla comunicazione scientifica di massa, in cui concetti complessi sono descritti in modo semplice, spesso attraverso immagini.
Alle ore 16.00, in Teatro, è la volta della lecture performativa di Aki Inomata sull’opera How to Carve a Sculpture – Yuzu esposta in Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura. A partire dall’indagine del comportamento del Castoro fiber, specie di castoro diffusa in Eurasia, Aki Inomata indaga le possibilità umane e artificiali di riproduzione di un oggetto frutto dell’azione animale. Traendo ispirazione dalle sculture esposte in Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura, copie degli alberi rosicchiate dai castori accompagnate dalla documentazione scritta e video del processo creativo dell’artista, Aki Inomata guida il pubblico in un ripensamento della definizione di azione scultorea, suggerendo nuove e inaspettate possibilità di collaborazione e di dialogo con la natura.
Alle ore 17.00 il Ristorante del Museo accoglie il laboratorio Backwash Gardens (microbiota/ topografia). Paesaggi alimentari commestibili di culture attive vive di Mélanie Bordas, fondatrice di Naked Lunch, messo in scena dall’artista Natsuko Uchino. Nel corso del laboratorio, i visitatori sono invitati a sperimentare i processi di fermentazione di cibi preparati dalla chef Mélanie Bordas, realizzati con ingredienti provenienti da mercati del territorio, mentre Natsuko Uchino, la cui opera House of Backwash (2024) è esposta nel contesto della mostra Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura, interpreta alcuni testi scritti per l’occasione. La natura diviene protagonista integrante e attiva di uno spazio conviviale, dove Natsuko Uchino e Mélanie Bordas invitano il pubblico a riflettere sui concetti di agenzia della natura, trasformazione e fermentazione attraverso la pratica culinaria.
Chiude il programma alle ore 18.00 la reiterazione della performance di Derek MF Di Fabio in collaborazione con Jackie Wang.
Vibrant Natures. On Telluric Cosmologies è sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Regione Piemonte

L’appuntamento Essere pietra del 6 marzo è in collaborazione con l’Environmental History Group del DAD, Politecnico di Torino

Ingresso agli eventi gratuito con il biglietto del Museo.
ORARI DI APERTURA
Dal mercoledì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 17.00
Sabato, domenica e festivi, dalle ore 11.00 alle ore 18.00
INFORMAZIONI AL PUBBLICO
Venerdì 28 febbraio 2025
Timothy Morton – HELL
Online
16.30-17.30
Timothy Morton, filosofo e autore del libro Hell: In Search of a Christian Ecology in conversazione con Gianluca Didino scrittore e giornalista culturale.
Giovedì 6 marzo 2025
Essere pietra
Sala Conferenze, Edificio Manica Lunga
Ore 15.00-18.00
Federico Luisetti, autore del libro Essere pietra. Ecologia di un mondo minerale (2023) in conversazione con gli artisti Andrea Caretto e Raffaella Spagna
Modera Filippo De Pieri, professore di Storia dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Segue tavola rotonda con gli studenti del corso Storia dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.
Sabato 22 marzo 2025
Il finissage della mostra Mutual Aid – Arte in collaborazione con la natura
Varie sedi, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Ore 14.30-19.00
BIOGRAFIE
Timothy Morton (Londra, 1968)
Timothy Morton è titolare della cattedra di inglese Rita Shea Guffey alla Rice University e direttore della Cool America Foundation. Autore del blog Ecology Without Nature Morton ha scritto 25 libri, tradotti 47 volte in 20 lingue, e autore del libretto dell’opera Time Time Time di Jennifer Walshe. Morton ha co-scritto e appare in Living in the Future’s Past, un film del 2018 sul riscaldamento globale con Jeff Bridges. Morton ha collaborato con Laurie Anderson, Björk, Jennifer Walshe, Susan Kucera, Hrafnhildur Arnadottir, Sabrina Scott, Adam McKay, Jeff Bridges, Olafur Eliasson, Pharrell Williams e Justin Guariglia. Nel 2014 Morton ha tenuto le Wellek Lectures in Theory alla UC Irvine. Tra le sue opere pubblicate in italiano si ricordano Iperoggetti (Nero, 2018), Humankind. Solidarietà ai non umani (Nero, 2022) ed Ecologia oscura (Luiss University Press, 2022). Tra le sue pubblicazioni: Hell: In Search of a Christian Ecology (Columbia, 2024), The Stuff of Life (Bloomsbury, 2023), All Art Is Ecological (Penguin, 2021), Spacecraft (Bloomsbury, 2021), Hyposubjects: On Becoming Human (Open Humanities, 2021), Being Ecological (Penguin, 2018), Humankind: Solidarity with Nonhuman People (Verso, 2017), Dark Ecology: For a Logic of Future Coexistence (Columbia, 2016), Nothing: Three Inquiries in Buddhism (Chicago, 2015), Hyperobjects: Philosophy and Ecology after the End of the World (Minnesota, 2013), Realist Magic: Objects, Ontology, Causality (Open Humanities, 2013), The Ecological Thought (Harvard, 2010), Ecology without Nature (Harvard, 2007), altri 8 libri e 300 saggi su filosofia, ecologia, letteratura, musica, arte, architettura, design e cibo.
Federico Luisetti (Italia, 1969)
Federico Luisetti è professore di Studi italiani e Scienze umane ambientali presso l’Università di San Gallo, Svizzera. Ha insegnato Studi italiani e Letteratura comparata presso la University of North Carolina, Chapel Hill, dove è professore emerito. È stato visiting professor all’Università di Kyoto e ha tenuto conferenze e seminari in Africa, Asia, Europa, Nord e Sud America. Come filosofo e teorico della cultura, ha dedicato monografie e saggi alle avanguardie artistiche, alla biopolitica, al pensiero decoloniale e alla crisi ecologica. È autore dei volumi Essere pietra. Ecologia di un mondo minerale (2023), Una vita. Pensiero selvaggio e filosofia dell’intensità (2011), Estetica dell’immanenza. Saggi sulle immagini, le parole e le macchine (2008) e Plus Ultra. Enciclopedismo barocco e modernità (2001).
Andrea Caretto e Raffaella Spagna (Torino, 1970; Rivoli, 1967)
Andrea Caretto e Raffaella Spagna collaborano stabilmente dal 2002 esponendo in istituzioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. La loro pratica artistica si fonda su un’attitudine alla presenza e all’esperienza nel mondo, in stretto contatto con la materia in tutte le sue trasformazioni e individuazioni. Essa esplora le modalità di percezione dell’ambiente, i flussi e cicli della materia, la morfogenesi e le trasformazioni del paesaggio, ristabilendo un rapporto con l’Altro (minerale, vegetale, animale) in cui l’essere umano è in ascolto degli altri soggetti che abitano il mondo. Sono tra i soci Fondatori dell’associazione di artisti Progetto Diogene, Torino, e di Pianpicollo Selvatico Fondazione ETS – center for research in the arts and the sciences, Levice (CN). Vivono e lavorano a Cambiano (TO).
Derek MF Di Fabio (Milano, 1987)
Derek MF di Fabio vive e lavora a Berlino. Il suo lavoro interseca il femminismo quantistico con le teorie postcoloniali e la storia della violenza. Facendo eco all’inno femminista “il personale è politico”, il lavoro di Di Fabio è spesso condotto in collaborazione con altrə/entità. Convinto che certi bias tipici della produzione di conoscenza occidentale, siano motivati da scelte politiche piuttosto che da realtà fisiche, sperimenta sempre l’utilizzo di altre metodologie per orientarci nel mondo. Il suo lavoro comprende laboratori, scenografie, sculture, “audio walks” ed eventi: esperienze che possono essere rivissute attraverso una memoria condivisa che non può più essere circoscritta da un chi/come/dove. Ha partecipato a mostre personali e collettive in tutta Europa: Almanac, Torino e Londra (2021, 2014, 2013); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Guarene (2024); Tile Project space, Milano (2017); Dzialdov, Berlino (2017); Rib, Rotterdam (2023); Fondazione Pomodoro, Milano (2021); Gam, Milano (2012).
Jackie Wang (Florida, 1972)
Jackie Wang è una professoressa, autrice e poetessa americana. È conosciuta soprattutto per i suoi libri Carceral Capitalism, che critica il rapporto tra l’economia del debito e l’incarcerazione di massa razzializzata, e The Sunflower Cast A Spell To Save Us From The Void, per il quale è stata finalista al National Book Award per la poesia nel 2021. La sua ricerca si concentra sulle intersezioni tra razzismo, capitalismo liberale, tecnologie di sorveglianza ed economia politica delle prigioni. Wang ha conseguito una laurea in Liberal Arts presso il New College of Florida nel 2010. Successivamente, ha completato Master e Dottorato in studi africani e afroamericani presso l’Università di Harvard, rispettivamente nel 2018 e nel 2020.
Riar Rizaldi (Indonesia, 1990)
L’artista e filmmaker Riar Rizaldi ricerca la complessità dei sistemi di credenza, in particolare relazionandosi al contesto del sud-est asiatico e dell’Indonesia. Sperimentando con video e installazioni che uniscono fantascienza speculativa a una ricerca documentaristica, Rizaldi esamina come la tecnologia e le scienze moderne interagiscano con la vita sociale, politica e culturale degli esseri umani e non umani nel sud-est asiatico. Riar esplora questi temi attraverso il worldbuilding – la costruzione di mondi – facendo collidere finzione e osservazione, e sperimentando con i linguaggi e forme audiovisive. Le opere di Rizaldi sono state presentate in vari festival internazionali del cinema (tra cui Locarno, IFFR, FID Marseille, Viennale, BFI London, Cinema du Reel, ecc.) così come al Centre Pompidou di Parigi (2021), al NTT InterCommunication Center di Tokyo (2020), alla Biennale di Taipei (2023), alla Biennale di Istanbul (2022), alla Biennale di Architettura di Venezia (2021), alla Biennale Jogja (2021), alla Galleria Nazionale d’Indonesia (2019) e in altre sedi e istituzioni. Inoltre, sono state organizzate mostre personali e programmi dedicati alle sue opere presso il Batalha Centro de Cinema di Porto (2023) e il Centre de la photographie di Ginevra (2023), Z33 di Hasselt (2024) tra gli altri. A ottobre 2024 Gasworks ha presentato una sua personale a Londra che verrà presentata presso HANGAR a Lisbona nel 2025.
Aki Inomata (Tokyo, 1983)
Aki Inomata vive e lavora a Tokyo. Concentrandosi sull’atto del “creare” come capacità non esclusiva degli esseri umani, Inomata realizza opere d’arte “in collaborazione” con diverse specie, esplorando le relazioni tra animali ed esseri umani e la creazione che ne deriva. Mostre recenti includono Broken Nature, MoMA, New York (2021); AKI INOMATA: Significant Otherness, Towada Art Center, Aomori, Giappone (2019); e Aki Inomata, Why Not Hand Over a “Shelter” to Hermit Crabs?, Musée d’arts de Nantes, Francia (2018). L’artista ha partecipato alla Triennale di Milano (2019) e alla Biennale di Thailandia, Krabi (2018). Le sue opere fanno parte delle collezioni di MoMA, New York; Art Gallery of South Australia, Adelaide SA; e 21st Century Museum of Contemporary Art, Kanazawa, Giappone.
Natsuko Uchino (Kumamoto, Giappone, 1983)
Artista interdisciplinare, Natsuko Uchino si avvicina fin dagli esordi al concetto di permacultura. Il suo approccio è stato plasmato sia dalla sua esperienza di paesaggi e stili di vita rurali, sia dalle affinità che ha sviluppato con la produzione artigianale e le tecniche di sussistenza. Il suo lavoro è strutturato su questioni ecologiche, che si manifestano sia nella scelta dei materiali, della loro natura, provenienza, trasformazione, modalità di assemblaggio, sia nelle relazioni tra forme funzionali, decorative, scultoree e costruttive. Le installazioni di Uchino combinano molteplici fonti e modalità, tra cui oggetti, immagini, performance, convivialità e materia vivente. Esse pongono le questioni del tempo, del tatto e dell’uso, dell’invecchiamento e della patina, ma anche quelle della perennità dei gesti e della possibile reversibilità dei materiali.
Mélanie Bordas (Pau, Francia, 1981)
Nata nel sud-ovest della Francia, Mélanie Bordas ha sviluppato una sensibilità artistica precoce, plasmata dall’ambiente e dalle esperienze quotidiane. Il suo percorso l’ha portata alle Beaux-Arts di Dunkerque e poi a Parigi, dove ha approfondito la sua pratica e affinato la sua visione. Il suo progetto di ricerca, incentrato sul mondo della mensa, rivela già il suo interesse per le connessioni tra arte e cibo, un tema che diventerà un filo conduttore ricorrente nel suo lavoro. Nel gennaio 2019, ha creato Naked Lunch, inizialmente una serie di pranzi comunitari costruiti intorno a un tema, una parola, un colore o un pensiero. Nel tempo, questi si sono evoluti in eventi, collaborazioni e manifestazioni culinarie. Molto presto si è interessata alla fermentazione per i suoi infiniti benefici creativi e salutari, integrandola nelle sue preparazioni, trovando un modo ancestrale di consumare e conservare, giocando con le culture vive, giocando con la natura. Oggi Mélanie sviluppa un approccio in cui immagine e materia dialogano, in cui i ricordi del gusto si intrecciano con le impressioni visive. Il suo lavoro, intriso di sensorialità e memoria, invita a un’esplorazione intima delle connessioni tra creazione artistica ed esperienza culinaria.