ABITARE IL MINERALE. Incontri #1 Visione & documentazione. Ciclo di lezioni di Francesco Bernardelli

13.01.2017 dalle 14:00 alle 16:00

ABITARE IL MINERALE. Incontri #1

A cura di Francesca Comisso, Luisa Perlo e Marianna Vecellio

Venerdì 13 gennaio, ore 14.00

 

Visione & documentazione. Ciclo di lezioni di Francesco Bernardelli  

 

Il ciclo di lezioni analizza, attraverso una selezione di video provenienti dalla Collezione del Castello di Rivoli, come nelle arti visive le immagini in movimento abbiano operato in profondità nella ridefinizione delle categorie dell’osservazione e della costruzione del reale, in rapporto ad una nozione sempre più espansa di documentazione e al mutare dei rapporti tra temporalità dell’opera e tempo di fruizione.

Della svolta del performativo: scienza, tecnologia e rappresentazione del soggetto

Dai primi anni sessanta in avanti, l’entusiasmo verso la presenza sempre più articolata di nuove tecnologie (dallo sviluppo della TV alla scienza dei computer e dell’informatica, fino alle parallele concezioni di una società modellata sullo scambio e circolazione dell’informazione, per non dire delle nuove scienze cibernetiche, dell’intelligenza artificiale e dell’ecologia) si unisce alla forte crescita economica e sembra così orientare la società verso trasformazioni e cambiamenti radicali. L’influenza delle teorie di figure come Norbert Wiener, Marshhall McLuhan, Buckminster Fuller, Gregory Bateson, Humberto Maturana, Francisco Varela mostra come dall’intersezione fra teoria dell’informazione e teoria dei sistemi con modelli biologici potessero svilupparsi nuove e grandi potenzialità di riflessione, di ricerca (ed anche comunicative) attraverso e oltre il potenziale umano. In tal senso la disponibilità crescente di strumenti sempre flessibili e differenziati – dalla televisione e la radio, attraverso le tecniche di registrazioni visive ed audio, nonché all’applicazione dell’elettronica su moltissimi strumenti (sia di lavoro che di divertimento) – apre la strada ad un ottimismo tecnologico emergente ed evidente in molti campi, in primis quello delle tecniche di rappresentazione audiovisive.

Il momento storico rappresentato dall’incrocio di forme di sperimentazione sia su dimensione privata che collettiva porta ad immaginare anche una società in radicale trasformazione. Non semplicemente la presenza della nuova tecnologia video portatile (il celebre Portapak), ma l’insieme di concezioni che vedono nella cultura un terreno essenzialmente politico di scelte e azioni, porta gli artisti e i videomaker a sviluppare ben presto iniziative che potessero ripensare l’arte e le strutture comunicative sia su scala locale che globale, contribuendo a creare e rafforzare le proprie rispettive comunità d’appartenenza (cinema/teatro/danza/arti visive/attivismo/azione controinformativa, etc..)

Attraverso nuove possibilità di produzione, circolazione e fruizione questi produttori indipendenti di senso (e nuove visioni) tendono ad agire per ristabilire forme di contatto più dirette, rivolte a un pubblico più vasto – oltre la tipica scena artistica – optando per una coscienza più allargata, “espansa”, con un occhio critico verso ogni forma di autorità istituzionalizzata, e anzi tentando molte e diverse strade, spesso più informali e/o utopiche, utilizzando le crescenti possibilità date da un nuovo linguaggio delle immagini elettroniche.

 

Il Video performante

E’ interessante notare come sia il video che la performance abbiano lavorato attorno ad una continua messa in questione delle forme e funzioni dell’arte proprio a partire da un momento storico in cui il valore dell’esperienza estetica – per così dire “trascendente” – era già stata completamente messa in discussione dagli artisti.

Così come la Performance art individuava il gesto estetico nella corporeità dell’artista, nella sua nudità (letterale o simbolica), nello sviluppo del momento attuale, anche il video poteva fungere come “prolungamento” (ancorché strumento di registrazione per documentare una precisa ricerca e/o situazione). Dopo la prima stagione del Video d’artista, l’attenzione si sposta però sulle caratteristiche linguistiche del mezzo prescelto, articolando ben presto tutta una vasta e varia esplorazione delle potenzialità tecniche, rappresentative ed espressive del mezzo elettronico, a partire dalle sue principali caratteristiche e peculiarità (utilizzo di alcuni “incidenti” tecnologici come le forme di autogenerazione e moltiplicazione dell’immagine – il Feedback e il loop – Chromakey – sovrimpressione – mixing – etc.) che porteranno molti artisti a inaugurare veri e propri percorsi sperimentali per tutti gli anni settanta e primi ottanta.

 

Ingresso gratuito su iscrizione
abitareilminerale@gmail.com

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Data:
13.01.2017
Ora:
14:00 - 16:00