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Città dei desideri – Parassiti globali. Performance di cancellazione

17 gennaio 2019 dalle 16:00 alle 17:00

Castello di Rivoli, sala 34 

dalle 16 alle 17, l’ingresso al museo è GRATUITO

La caffetteria chiude alle 18

 

City of Desires Global Parasites è il disegno a muro effimero realizzato a carboncino dall’artista Nalini Malani al Castello di Rivoli per la sua personale Nalini Malani: The Rebellion of the Dead / La rivolta dei morti. Retrospettiva 1969-2018. Part II, a cura di Marcella Beccaria, in collaborazione con il Centre Pompidou, Parigi.

In occasione della chiusura della mostra come previsto dal progetto dell’artista, il disegno sarà oggetto di una “performance di cancellazione”, nel corso della quale alcuni giovani visitatori lo cancelleranno con delicate piume di pavone. Giovani performer si dedicheranno alla cancellazione di ciascuno dei sei personaggi protagonisti del disegno, lavorando in sincronia. La loro azione sarà scandita dalla versione musicale di “Jhini jhini bini chadariya”, poema che celebra il corpo umano e i cinque sensi facendo riferimento alla delicatezza e preziosità di un tessuto. Il testo è stato scritto nel 15 secolo da Sant Kabir, poeta mistico indiano in una famiglia di umili tessitori.

Nalini Malani ha iniziato a realizzare disegni a muro all’inizio degli anni ‘90, agli albori dell’ortodossia religiosa e della nascita di correnti estremiste che incarnavano i toni intransigenti del fanatismo indù, minacciando con violenza la libertà democratica. Dal 1992 l’artista ha elaborato i propri disegni come wall drawings/erasure performances (disegni a muro/performance di cancellazione), considerando quindi come atti creativi di uguale valore tanto la realizzazione a muro con carboncino di ciascun disegno, quanto la sua cancellazione.  Secondo questa pratica, Malani intende così affidare il destino dell’opera alla memoria e al ricordo individuale di quanti l’hanno esperita, esattamente come accade per una pièce teatrale. “Le opere d’arte sono fili di un’esperienza fugace tessuti in una trama sottile” afferma Nalini Malani, per la quale è fondamentale il coinvolgimento del pubblico nell’esperienza artistica, talvolta in maniera diretta, come nel caso delle performance di cancellazione. “In un mondo materialista troppo spesso non osserviamo le cose, dimenticando che in realtà sono effimere e in un attimo scompariranno. Una cancellazione, come il passare del tempo, ha in sé un senso di perdita: la morte di quel momento. Che però rinasce nella memoria”.

Secondo l’artista, il gesto assegna inoltre all’opera un valore diverso da quello di mercato, in antitesi con il materialismo imperante. “Il suo valore sta nell’esperienza di vederlo, viverlo e memorizzarlo. La forma perfetta di questo processo attivo di memorizzazione è la performance di cancellazione: come per il teatro, il murale rimane nella memoria. É il ricordo a conferirgli valore”.

Il wall drawing/erasure performance realizzato da Malani al Castello di Rivoli, City of Desires – Global Parasites (Città dei desideri – Parassiti globali), rielabora il titolo di un precedente disegno su carta dell’artista che, nel 1994, a sua volta ispirò Winin Pereira – autore di fondamentali studi in temi di giustizia sociale e sostenibilità – a intitolare Global Parasites: Five Hundred Years of Western Culture il suo libro nel quale dimostrava l’attitudine parassitaria che l’Occidente ha storicamente avuto nei confronti del resto del mondo.

Nel disegno a muro di Malani sono riconoscibili dettagli dalla mappa di Bombay, incluse aree costruite al tempo della dominazione inglese, e citazioni tratte da Le città invisibili (1972) di Italo Calvino. Significativamente, il disegno a muro di Malani inizia con l’immagine di un’ala spezzata, in riferimento ai drammatici episodi di violenza sulle donne e addirittura sulle bambine recentemente accaduti in India e culmina con il volto ingigantito di un “dalit”, termine che significa “oppresso” e che nel sistema di caste indiano tradizionale indica i fuori casta, destinati a compiere attività considerate impure.

Visita la mostra Nalini Malani: La rivolta dei morti. Retrospettiva 1969-2018. Parte II