MI.TO | Contemporaneo e moderno. Margherita Succio

15.09.2024 da 11:30 a 13:00

MI.TO | Contemporaneo e moderno. Margherita Succio

Ore 11.30 nel Teatro del Castello.

Ingresso libero con biglietto del museo fino a esaurimento posti.

 

Nell’ambito MITO SETTEMBREMUSICA il Castello di Rivoli ospita il concerto di Margherita Succio

Come nell’arte pittorica e visuale, i concetti di moderno e contemporaneo condividono tecniche, scelte stilistiche ed espressioni comuni anche nel repertorio musicale. È un fenomeno di estensione, delle esigenze e delle reazioni culturali del Novecento, oggi ancora caratterizzanti ed elementi preponderanti dell’espressione artistica contemporanea.

Il programma presentato scivola, gioca su quest’estensione, in un tentativo di delinearne i contorni e far coincidere, mettere a confronto e avvicinare presente e passato recente all’interno di uno stesso discorso musicale.

La prima parte del concerto, da immaginare e accogliere come un unico allestimento, una sala di un museo, presenta due brani commissionati appena nati – di cui l’Organum di Tiziano De Felice ancora inedito – per questa mostra musicale. Rituale. Cinque Incantazioni di Paolo Catenaccio introduce il concerto con cinque brevi miniature dal carattere magico, in una dimensione quasi spirituale e arcaica. Il concetto di arcaico è ripreso nel brano Organum di Tiziano De Felice, all’interno del quale si esplora l’elemento classico delle Variazioni, che ha origine da un tema modale, antico e diluito, poi ancora approfondito per augmentationem nel corso del brano.

A contornare la prima parte del programma c’è l’intrusione di una delle compositrici più influenti del nostro tempo, Sofia Gubaidulina: nei suoi Dieci preludi per violoncello solo (1974) si esplora l’aspetto della ricerca, della didattica formale e avanzata delle possibilità tecniche e timbriche dello strumento: ogni preludio è un brevissimo e concentrato esempio di un elemento caratterizzante della tecnica violoncellistica, e contemporaneamente una miniatura, un esercizio di stile all’interno del quale Gubaidulina mostra la sua espressione in tutto il suo ecletticismo.

L’arte moderna e contemporanea può essere anche pop: a concludere la prima esposizione, come in un quadro di Andy Warhol, Mark Summer omaggia l’immediatezza e accessibilità del pop nel suo Julie-O, composto nel 1988.

La seconda parte del programma presenta due brani molto diversi del Novecento, per origine e tipo di sperimentazione: Trois Strophes sur le nom de Sacher (1974) di Henri Dutilleux è un brano dei numerosi brani commissionati da Rostropovich in occasione dei settant’anni di Paul Sacher, figura cardine e mecenate della musica del suo tempo. La serie di note che ne compone il nome, proposta e delineata da Britten, è fil rouge e mistero, particolare originario di tutto il brano. La scordatura del violoncello – la corda do scende a un grave, tenebroso si bemolle, che si scontra con il sol abbassato di un semitono – non è elemento di puro colore o sperimentazione arida ma stortura, modifica necessaria al discorso musicale, così potente da piegare la struttura classica dello strumento. È un brano raffinatissimo, complesso, affascinante. Lo stesso fascino, ora iberico, folk, libero, si ritrova nella Suite di Gaspar Cassadó, brano composto sessant’anni prima e una delle prime porte aperte sul repertorio moderno per violoncello solo. S’inserisce oggi in uno dei brani più eseguiti e studiati del repertorio violoncellistico e chiude, come brano più antico, il viaggio all’indietro iniziato dal nuovo, nuovissimo mondo musicale contemporaneo. Come in una comunicazione non verbale degli inconsci, di universi distanti che comunicano e ancora oggi s’influenzano l’un l’altro, e nella loro diversità si trovano, tutti, sullo stesso strumento.

 

Photo credits Simona Filippini

 

Dettagli

Data
15.09.2024
Ora
11:30 - 13:00
Categoria