Programma Espositivo 2018

Metamorfosi – Lasciate che tutto vi accada / Metamorphoses – Let Everything Happen to You

A cura di Chus Martínez

6 marzo – 24 giugno 2018

La mostra Metamorfosi, allestita nella Manica Lunga, si confronta con l’idea di trasformazione e bellezza nell’arte attraverso le opere di artisti scelti tra le nuove voci che stanno emergendo a livello internazionale come Nicanor Aráoz (Buenos Aires, 1980), Ingela Ihrman (Strängnäs, Svezia, 1985), Eduardo Navarro (Buenos Aires, 1979), Reto Pulfer (Berna, 1981), Mathilde Rosier (Parigi, 1973), Lin May Saaed (Würzburg, Germania, 1973) e Ania Soliman (Varsavia, 1970).

Ai sette progetti inediti si affiancano i lavori I Have Left You The Mountain – a cura di Simon Battisti, Leah Whitman-Salkin e Åbäke, esposto nel Padiglione Albania della Biennale di Architettura di Venezia del 2016 – e il video Army of Love di Alexa Karolinski e Ingo Niermann commissionato dalla IX Biennale di Berlino nel 2016.

Metamorfosi rappresenta l’esercizio del pensare la vita con l’immaginazione e soprattutto senza gerarchie e vincoli. Disegni, fiori, un’armata d’amore, una nuvola di tessuti magici, canzoni, voci, pane come perline, danzatori a testa in giù sulle tele, bassorilievi babilonesi in poliestere… I lavori hanno una caratteristica comune: non hanno né paura della forma, né vogliono confinarsi in una.” (Chus Martínez)

 

Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti

A cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria

Con il sostegno di BIG – Broker Insurance Group

6 marzo – 27 maggio 2018

Grazie all’accordo di collaborazione con la Fondazione Cerruti, il Castello di Rivoli presenta per la prima volta un selezionato nucleo di capolavori di Giorgio de Chirico provenienti dalla collezione di Francesco Federico Cerruti. In mostra otto importanti dipinti del maestro della Metafisica, opere sino ad ora celate nella Villa Cerruti di Rivoli, dimora voluta dall’imprenditore torinese negli anni sessanta ad uso esclusivo della propria collezione privata.

In linea con lo spirito che caratterizza la collezione Cerruti e la sua eclettica visionarietà, che dai fondi oro medievali spazia all’arte contemporanea, la mostra al Castello di Rivoli propone un inedito viaggio nel tempo che mette in relazione le opere di de Chirico con alcune tra le maggiori opere di arte contemporanea della collezione permanente del Museo. “Il percorso espositivo – scrive Marcella Beccaria – propone ai visitatori un vertiginoso gioco tematico di assonanze, rimandi, contraddizioni ma anche sorprendenti corrispondenze, che gettano nuova luce sulla poetica di de Chirico e sulla sua ricca eredità culturale”.

Nella cornice del Castello – a sua volta luogo nel quale il passato rinnova continuamente il suo incontro con il presente – la mostra si articola attraverso una serie di dialoghi tra i dipinti di de Chirico e opere di artisti contemporanei tra cui Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e Maurizio Cattelan. Afferma Carolyn Christov-Bakargiev: “In de Chirico la riscoperta della mitologia classica non avviene come nel Rinascimento per ricostruire una storia del passato, ma per uscire dalla Storia, quella stessa che proprio dal Rinascimento ci ha portato a quell’accelerazione mortifera e ingestibile che arriva alla nostra contemporaneità. De Chirico è nietzschiano, antimoderno e contro lo storicismo. Rinnovando il concetto di un tempo circolare, l’artista si rifà alla mitologia e alla pervasività del concetto di metamorfosi che la caratterizza”.

 

Dalla casa al museo. Dal museo alla casa. Le grandi collezioni

Convegno internazionale
Con il sostegno della Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte

6 marzo 2018, ore 10-17

Sala Convegni
In vista della prossima apertura nel 2019 della Collezione Cerruti, il Castello di Rivoli organizza il convegno internazionale Dalla casa al museo. Dal museo alla casa. Le grandi collezioni, una giornata di approfondimento sul tema delle case museo, che vedrà il coinvolgimento di alcune delle principali personalità a livello nazionale e internazionale di questo settore. Si affronterà la relazione tra arte e contemporaneità in luoghi originariamente ospitanti collezioni private, quali: The J. Paul Getty Trust di Los Angeles, Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, Phillips Collection di Washington, Judd Foundation di New York, Sir John Soane’s Museum di Londra, Villa Borghese a Roma, Museo Poldi Pezzoli di Milano, Villa e Collezione Panza di Varese.

 

Nalini Malani

A cura di Marcella Beccaria

In collaborazione con il Centre Georges Pompidou

18 settembre– 6 gennaio 2019

Pioniera della video arte in India, Nalini Malani esplora attraverso il disegno, la pittura e altre forme sperimentali il tema della femminilità, del tempo e dei cicli della vita. Volutamente teatrali e basate su archetipi di culture diverse, le sue opere coinvolgono l’osservatore in ambienti dinamici e polisensoriali. La mostra include alcune tra le più importanti installazioni realizzate in anni recenti dall’artista, tra cui The Tables Have Turned, 2008 e In Search of Vanished Blood, 2012 e opere inedite, nelle quali l’artista prosegue la sua analisi sul tempo e sull’impossibilità di invertirne il corso incessante. La mostra e il catalogo sono sviluppati nell’ambito di una prestigiosa collaborazione internazionale con il Centre Georges Pompidou che ospita la mostra dal 18 ottobre 2017 all’8 gennaio 2018 a Parigi.

 

Cevdet Erek

A cura di Marcella Beccaria e Elif Kamisli

In collaborazione con SAHA, Istanbul

Fine settembre 2018 – febbraio 2019

Cevdet Erek (Istanbul, 1974), l’artista a cui è stato affidato il Padiglione Turco della 57ma Biennale d’Arte di Venezia nel 2017, ha studiato architettura, ingegneria e design del suono a Istanbul. Dopo aver suonato con una band rock si è rivolto alla sperimentazione e ha partecipato come compositore a diverse produzioni cinematografiche. Le sue opere si configurano come nuclei dinamici di suono, spazio e tempo, all’interno dei quali i visitatori possono muoversi e sostare, sperimentando dimensioni percettive ed emotive. Per la sua mostra al Castello di Rivoli, l’artista vuole realizzare un inedito percorso, trasformando le sale storiche della Residenza Sabauda in inediti paesaggi sonori.

 

 Hito Steyerl

A cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio

31 ottobre 2018 – febbraio 2019

Hito Steyerl (Monaco, 1966) è una tra gli artisti e teorici più attivi del nostro tempo, le sue riflessioni sulla possibilità di pensiero critico nell’era digitale hanno influenzato il lavoro di numerosi artisti. La sua opera si concentra sul ruolo dei media, della tecnologia e della circolazione delle immagini nell’era della globalizzazione digitale. Sconfinando dal cinema all’arte visiva e viceversa, l’artista realizza installazioni in cui la produzione filmica viene associata alla costruzione di ambienti immersivi ed estranianti. Per la mostra in Manica Lunga presenterà una nuova installazione multimediale basata sul suono, che esplora l’indagine dell’artista sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la sua relazione con la conoscenza umana. La mostra di Steyerl al Castello di Rivoli ruota attorno a registrazioni alterate di suoni, che come una sinfonia atonale e disturbante, documentano il processo d’insegnamento all’intelligenza artificiale a riconoscere il rumore di finestre che si rompono, una pratica che coinvolge l’industria della sorveglianza nella nostra società. Il progetto di Steyerl è un contributo cruciale e una prospettiva intrigante su come l’immaginario contemporaneo digitale plasmi le emozioni e l’esperienza del reale dell’essere umano.

 

Cally Spooner. illy Present Future Prize 2017 Exhibition

A cura di Marianna Vecellio

2 novembre 2018 – febbraio 2019

In occasione dell’annuale Premio illy e in concomitanza con Artissima 2018, il Castello di Rivoli presenta la vincitrice dell’edizione 2017 del premio illy Present Future, Cally Spooner (Ascott, 1983). Attribuito da una giuria internazionale, il premio è conferito a un artista della sezione della fiera Present Future, dedicata alle ricerche emergenti.

Il lavoro performativo e l’indagine affrontata dall’artista attraverso l’uso di diversi linguaggi mette in scena le ripetizioni assurde della retorica politica, economica e mediatica del nostro tempo e analizza le influenze della violenza invisibile nell’era digitale. L’artista attinge alla sua formazione filosofica e attraverso testi, suoni e coreografie, esplora come la soggettività e i nostri stessi corpi siano oggetto di continui cambiamenti dettati dalla condizione tecnologica. Allestita nella sala progetto del Castello di Rivoli, Spooner presenterà un’opera inedita e appositamente pensata per lo spazio del museo.