aaajiao. Deep Simulator – Premio illy Present Future 2019

Chiuderà il 10 gennaio 2021

In occasione dell’annuale Premio illy e in concomitanza con Artissima, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta la mostra dell’artista cinese aaajiao (Xi’an, Shaanxi, 1984) Deep Simulator (Simulatore profondo), 2020, una nuova installazione multimediale concepita appositamente per la sala progetto della Manica Lunga del Castello di Rivoli. La mostra è a cura di Marianna Vecellio.

Artista e attivista, aaajiao (Xi’an, Shaanxi, 1984) personaggio virtuale di Xu Wenkai, usa un ampio spettro di linguaggi che comprendono la scultura, la pittura, il disegno, le installazioni multimediali, il video, il suono e il design. Nutrita di pensiero moderno nato intorno alla sfera Internet, la sua pratica affronta l’evoluzione dell’identità dell’essere umano assimilato dal mondo digitale, prestando particolare attenzione alle nozioni di rappresentazione e simulazione. Le sue opere narrano le esperienze vissute dalle nuove generazioni abituate ad abitare i mondi paralleli e le realtà sature della rete. Allo stesso tempo, l’artista si sofferma sulle innumerevoli possibilità offerte dal digitale e contemporaneamente i numerosi quesiti che questa ipertecnologizzazione solleva.

Pensata per gli spazi del Castello di Rivoli, Deep simulator (Simulatore profondo), 2020, è la prima mostra dell’artista cinese in un’istituzione italiana. Il progetto è uno spazio reale e virtuale allo stesso tempo: una nuova installazione multimediale composta da un intervento ambientale – una camera allestita con una postazione da giocatore, dove trovano posto a parete elementi surreali simili a rami di un albero disegnati da un algoritmo digitale – e un metagioco.

Protagonista dell’installazione è il deep wanderer (viandante del profondo): in esso si trovano sovrapposti la persona fisica, lo spettatore della mostra, il giocatore che si siede alla postazione di gioco e infine il viandante che prende forma nella rete e avvia un viaggio metaforico nel profondo del suo spazio.

Basato sulla mostra personale Cave Simulator (Simulatore della caverna) tenutasi a Shanghai questo anno, Deep Simulator, richiamando simbolicamente lo spazio della caverna – prima abitazione dell’essere umano, riparo da vento e pioggia – esplora come gli individui dal vedere il giocatore capiscano la verità della loro esistenza. La prerogativa che lo spettatore possa osservare il giocatore giocare, mentre attende il proprio turno, osservando un “altro” sé stesso, sottolinea la controversa nozione di reale nel mondo delle nuove tecnologie, di Internet e della circolazione dei dati digitali.

L’installazione si configura come uno spazio di azione in cui un metagioco apre i confini tra realtà e spazio digitale. L’artista concentra la sua attenzione sul player (giocatore), figura dotata di numerose possibilità il cui ruolo potrebbe essere rivendicato da ogni individuo come risultato dell’avvento di Internet, delle dimensioni virtuali e della tecnologia dei dati. Il giocatore è il risultato di un processo di trasformazione condotto dall’artista negli anni passando attraverso la figura del user – l’utente – presentato in occasione della seconda personale dell’artista alla galleria Leo Xu Projects a Shanghai nel maggio 2017, e quella del bot – software per crawler – un programma di ricerca di informazioni in ordine di contenuto – presentato nel settembre 2018 a Berlino alla galleria House of Egorn. Se l’utente, costituendosi come principale identità della Screen Generation – letteralmente la generazione schermo – che vive esclusivamente nella rete, esplora le implicazioni sull’individuo dell’uso dei siti Web, dei social media, delle applicazioni e le economie dei loro relativi algoritmi, il bot diventa un modo per osservare sé stessi dall’esterno soffermandosi inoltre sulla condizione di corpo al di fuori della rete e allo stesso tempo all’utente. Secondo l’artista la compresenza del ruolo di utente e il bot pone in risalto il dilemma della verità. Deep Simulator affronta le cosiddette “fratture” determinate dal passaggio di modalità di scenario e di azione del giocatore: se nel passato il giocatore poteva fruire una visione frontale dello spazio, negli ultimi anni con la simulazione si è andato costruendo uno spazio percettivo soggettivo. Per l’artista queste fratture sono alla base della nascita di un vero e proprio “Manifesto of new net identity” (Manifesto della nuova identità della rete).

Chiuderà il 10 gennaio 2021