Alessandra Tesi. Un progetto per il castello

Dal 04 giugno 1999 al 12 settembre 1999

A cura di Marcella Beccaria

 

Alessandra Tesi (Bologna, 1969) indaga gli aspetti nascosti della realtà realizzando installazioni, video e fotografie che mettono in scena l’invisibile, l’assente, il dimenticato.

Come un mondo coperto da un velo di pittura, nella visione dell’artista il reale è una dimensione incerta, all’interno della quale convivono il visibile e l’invisibile, il tangibile e l’inafferrabile. Desiderio, ossessione e memoria sono per l’artista forze capaci di modellare la materia, trasformando la realtà in un elemento duttile, i cui colori e le cui forme sono soltanto un riflesso,

una proiezione più o meno distorta.

Sviluppando le sue opere come installazioni ambientali, l’artista ha spinto il suo sguardo sulla memoria che definisce l’identità dei luoghi, riuscendo a svelare l’ambiguità sottile che si cela nella capacità degli ambienti di inscenare la propria funzione.

Interference Pearl (Perla Interferenza) nasce dall’incontro dell’artista con gli spazi e la storia del Castello di Rivoli, da lei interpretato come esemplare “disegno di un’assenza”. Partendo dal dato storico dell’interruzione del cantiere juvarriano, Tesi ha reso materia della sua opera il vuoto che separa i due edifici che costituiscono il complesso della residenza sabauda, catturando la tensione sospesa tra la fabbrica del Castello in divenire e la cinquecentesca Manica Lunga parzialmente demolita. Impadronitasi del tracciato che segna la posizione di muri e pilastri destinati a sostenere ambienti di rappresentanza progettati e mai costruiti, l’artista ne ha riportato il disegno a dimensioni ambientali. Proiettato sulla volta e sulle pareti della sala dedicata al progetto, il tracciato è reso come un’avvolgente pittura a muro, realizzata con colori acrilici detti “interferenti”, in quanto mutevoli a seconda dell’angolo di incidenza della luce. L’opera è così capace di rivelarsi

differentemente in base al movimento degli spettatori, mantenendo l’essenza volatile di desideri mai cristallizzati in forma definita.

L’opera è allestita come installazione permanente nella Manica Lunga.

Marcella Beccaria

Dal 04 giugno 1999 al 12 settembre 1999