Arnulf Rainer

Dal 15 febbraio 1990 al 29 aprile 1990

A cura di Rudi Fuchs, Johannes Gachnang

 

Autore di un vocabolario artistico complesso e multiforme, Arnulf Rainer (Baden, Austria, 1929) è riconosciuto maestro dell’arte austriaca postbellica. La sua pittura ha preso avvio negli anni Cinquanta adottando l’Übermalung, una complessa tecnica costruita su sovrapposizioni e aggiunte pittoriche all’immagine di base, prodotta dall’artista stesso o da altri. Non resta memoria dell’iconografia che si nasconde, quasi necrotizzata, sotto i successivi strati di vernice. Negli anni successivi questo metodo è rimasto la base concreta della sua opera, che tuttavia si è ampliata in nuove direzioni. Dalla fine degli anni Sessanta Rainer lavora con le fotografie, inizialmente ingrandimenti di istantanee del proprio volto contratto in smorfie ed espressioni allarmanti, successivamente immagini di ogni genere, come quelle di acrobati, animali e icone bizantine. Il suo lavoro pittorico interviene su questi soggetti con lentezza e tenacia, tornando più volte sulla stessa superficie. Lo stile espressivo è agile, impulsivo e frammentario, consegnato a svolte e  contorcimenti continui. Drammatico e malinconico, il lavoro di Rainer è incentrato su una concezione non lineare del tempo, dove passato e presente si incastrano in un labirinto circolare entro cui l’artista si aggira, sommando esperienza a esperienza.

Luigi Fassi

Dal 15 febbraio 1990 al 29 aprile 1990