Bruna Esposito

Dal 22 maggio 2002 al 01 settembre 2002

a cura di Marcella Beccaria

 

L’agopuntura con una punta minuscola di un sottilissimo ago, se punge nei punti esatti con sapienza e tatto, può avere un effetto eccezionale verso la guarigione e l’equilibrio. L’arte è la punta dell’ago?

Bruna Esposito

Le opere di Bruna Esposito (nata a Roma, dove vive e lavora) possono essere paragonate a componimenti poetici, dove la forza e la leggerezza si incontrano continuamente secondo un equilibrio apparentemente fragile, capace però di aprire profondi spazi di riflessione.

Le sue installazioni sono luoghi metaforici, capaci di accogliere in sé una molteplicità di interpretazioni, disponendo le condizioni per un dialogo diretto con ciascun singolo visitatore.

Sapientemente calibrate, le opere di Esposito sono costruite talvolta con un’intenzionale economia di mezzi, secondo scelte che privilegiano il rigore più che la ricerca della spettacolarità.

L’artista impiega i materiali più vari, prediligendo soprattutto quelli che non appartengono alla tradizione artistica ma rientrano invece nell’esperienza del vivere. Gli elementi e gli oggetti che compongono le sue installazioni spesso manifestano la propria storia, e l’artista ne accetta il naturale decadimento e la conseguente caducità delle opere realizzate. Oltre ad elementi tangibili, Esposito costruisce spesso i suoi lavori includendo aromi, modulazioni di luce naturale, alimenti e suoni. Difficile quindi descrivere opere per le quali il momento dell’incontro con il visitatore è assolutamente fondamentale, al punto che parole o documenti visivi possono restituire solo in forma frammentaria un’esperienza che coinvolge la vista, ma anche l’udito e l’olfatto, con modalità e svolgimenti temporali sapientemente predisposti.

La mostra di Bruna Esposito si configura come un breve ma intenso percorso attraverso installazioni recenti o create appositamente per il Castello di Rivoli. Significativamente, la mostra si apre con l’opera intitolata Sala d’aspetto, 1999. Semplici panche del museo sono disposte come accade in una comune sala d’aspetto, luogo che conosciamo attraverso l’esperienza del vivere quotidiano come situazione nella quale dobbiamo arrenderci all’inesorabile scorrere del tempo. Goccia a goccia, due distillatori estraggono essenze, mentre altri oggetti disposti dall’artista producono lievi alterazioni all’interno dell’ambiente.

La collaborazione con altri autori è una possibilità che l’artista contempla spesso all’interno delle proprie installazioni. Sereno-variabile, 2002, realizzato qui a Rivoli per la prima volta, nasce dalla collaborazione di Esposito con il compositore Stefano Maria Longobardi. La musica composta convive o si alterna a quella di uccellini ospitati nelle gabbie solitamente impiegate per uso domestico. La leggerezza delle note passa attraverso le piccole sbarre, diffondendosi nello spazio.

Un rituale di movimenti lenti e gentili, eppure dolorosi ed inquietanti caratterizza infine Aureole, 1999. Una serie di polpi essiccati disposti a corona ruota lentamente intorno ad una sfera di travertino, mentre un ventaglio di baccalà si alza e si piega dall’alto di una piccola colonna. Le creature catturate ed essiccate per diventare nutrimento vengono dotate di una seconda vita e al tempo stesso esposte come elementi che raccontano la storia del ciclo vitale, dove il decadimento, la morte, ma anche la necessità di reperire il cibo sono costanti imprescindibili. L’opera è azionata da
un pannello solare.

Tra i prestigiosi riconoscimenti internazionali ottenuti, nel 1999 Bruna Esposito ha vinto il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia insieme alle altre artiste selezionate per il Padiglione Italia. Aquarell, l’opera esposta in quell’occasione come un miraggio galleggiante sulle acque veneziane, è oggi parte della collezione del Castello. Aquarell è una panchina di specchi, fragile eppure potenzialmente tagliente, intorno alla quale, su richiesta dell’artista crescono le ortiche. L’opera è permanentemente installata nello spazio verde antistante alla Manica Lunga.

Marcella Beccaria

 

Dal 22 maggio 2002 al 01 settembre 2002