Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa. Omaggi alle opere della Collezione Cerruti. Capitolo 1 

Chiuderà il 05 gennaio 2020

 

In occasione dell’apertura al pubblico della Collezione Cerruti, il Castello di Rivoli dà inizio a un programma di presentazione di opere d’arte contemporanea in omaggio a questa straordinaria collezione. Il primo capitolo di questa serie inaugura con opere di Anna Boghiguian, Camille Henrot, Liu Ding, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Susan Philipsz e Seth Price. Altri artisti presenteranno le loro opere in capitoli successivi, in maniera organica e in un dialogo tra tempi e luoghi diversi.

Ospitate nell’atrio esterno e al primo piano del Castello di Rivoli, ma anche nel giardino della villa che accoglie la Collezione Cerruti, le opere di questo primo capitolo s’ispirano nella loro eterogeneità ai capolavori del passato raccolti da Francesco Federico Cerruti, all’architettura della villa e alla biografia di questo riservato imprenditore e collezionista.

La passione di Cerruti per libri e legature porta a riflettere sulle origini storiche e le potenzialità di un racconto affidato alle superfici, arrotolate, piegate, legate o messe “a contatto” tra loro: di pelle (la pergamena) e di carta nel libro moderno. Tre nuovi leporelli realizzati da Anna Boghiguian uniscono scrittura, pittura e collage per creare un racconto unico, tra passato, presente e futuro. Giuseppe Penone ha scelto di esporre un’opera inedita della sua collezione: un delicato frottage della copertina della prima edizione di Foglie d’erba di Walt Whitman. Per l’artista il libro custodisce la vitalità del poeta e sfiorandone e ricalcandone la superficie ne ripete l’esperienza tattile. Anche i foto-collage di Seth Price parlano del rapporto tra narrazione, soggettività e superficie – dal punto di vista della nostra era digitale.

L’eclettismo di Villa Cerruti, il contrasto tra lo splendore della collezione e la vita ritirata del suo proprietario fanno sorgere associazioni improvvise e affascinanti: tra interno domestico e rifugio spirituale; tra l’impulso del collezionare e la sacralità dello scambio o della restituzione di un dono. Su quest’ultima dicotomia si concentra l’opera di Camille Henrot: una scultura che è insieme casa e salvadanaio, ma anche prezioso dono-talismano. Dopo aver visitato Villa Cerruti, l’artista Liu Ding ha creato una nuova installazione appositamente per il Castello di Rivoli: una “stanza delle orchidee” dove elogio della bellezza e quotidianità si alternano in un gioco di specchi. Acquisita da Cerruti e custodita a volte negli uffici della sua legatoria, l’opera di Giulio Paolini è dedicata al saggio L’arte e lo spazio del filosofo Martin Heidegger e si unisce per l’occasione ai lavori dell’artista facenti parte della collezione del Castello di Rivoli.

Infine, una nuova installazione sonora di Susan Philipsz, ispirata al rumore del vento, attende i visitatori nell’atrio d’ingresso del Castello e nel giardino della villa, legando in un’eco di vibrazioni sonore il museo d’arte contemporanea e la casa-museo.

Un progetto ideato da Carolyn Christov-Bakargiev, con il coordinamento curatoriale di Sara Catenacci e l’assistenza alla produzione di Elena D’Angelo.

Chiuderà il 05 gennaio 2020