Dall’occhio elettronico. La collezione video del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Dal 21 settembre 2005 al 16 ottobre 2005

a cura di Marcella Beccaria

 

La mostra Dall’occhio elettronico presenta una selezione delle opere video a oggi raccolte al Castello di Rivoli. Come la collezione, la mostra include opere ormai storiche per arrivare ai video delle ultime generazioni, presentando alcuni tra i più significativi artisti che dalla fine degli anni Sessanta hanno lavorato con il mezzo elettronico. Intenzionalmente non cronologica, la mostra intende dare indicazione della varietà di contenuti, forme e linguaggi che, attraverso il video, gli artisti hanno saputo elaborare, dimostrando il fondamentale valore di questo instancabile “occhio elettronico” nell’ambito dello sviluppo dell’arte contemporanea.

Istituita nel 2002, la Videoteca d’Arte del Castello di Rivoli è nata grazie alla sponsorizzazione della Compagnia di San Paolo. A oggi, questo generoso e lungimirante apporto ha permesso al Museo di raccogliere circa 700 opere video e 130 documentari, sviluppando un’importante parte delle sue collezioni e dando così vita a una delle più cospicue raccolte di video esistenti in Italia.

Marcella Beccaria

La mostra è realizzata grazie al contributo di Compagnia di San Paolo

Lista delle opere in mostra
Teatro:

Francesco Vezzoli (Brescia, 1971)
Trailer for a Remake of Gore Vidal’s Caligula (Trailer per un rifacimento di Caligola di Gore Vidal), 2005
proiezione video, 5’
Donazione dell’artista
Kolossal concentrato in pochi minuti, l’opera in mostra prende spunto da un controverso film sull’imperatore Caligola, girato da Tinto Brass, con sceneggiatura dell’intellettuale americano Gore Vidal. Strutturata come il trailer di un remake che non esiste, con ironia l’opera di Vezzoli mette in scena il gusto dello scandalo. La visione dell’opera è consigliata a un pubblico adulto.

Manica Lunga, atrio:
John Bock (Gribbohm, 1965)
Astronaut (Astronauta), 2003
video, 22’
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Il video è un viaggio all’interno di un universo parallelo, inquietante ma vitale, forse la mente stessa dell’artista, costantemente attratta dall’energia e dalla latente complessità che ciascuna piccola cosa o insetto può contenere.

Manica Lunga, ammezzato:
Sadie Benning (Milwaukee, USA, 1973)
A New Year (Un nuovo anno), 1989, video, 6’; Living Inside (Vivere dentro), 1989, 6’; Me and Rubyfruit (Io e frutto rubino), 1989-1990, 5’; If Every Girl Had a Diary (Se ogni ragazza avesse un diario), 1990, 9’; Jollies (Jolly), 1990, 11’; A Place Called Lovely (Un luogo chiamato amabile), 1991, 14’; It Wasn’t Love (Non era amore), 1992, video, 20’; Girl Power (Potere delle ragazze), 1992, video, 15’; German Song (Canzone tedesca), 1995, riversato da film super-8, 5’; The Judy Spots (I posti di Judy), 1995, 15’; Flat is Beautiful (Piatto è bello), 1998, 50’.
Acquistati con il contributo di Compagnia di San Paolo
A partire dall’orizzonte più vicino all’occhio della sua telecamera, i video di Benning si ricollegano a una gloriosa tradizione sperimentale di racconti narrati in “prima persona”, offrendo intensa testimonianza del privato e della propria sessualità.

Castello, atrio III piano:
Catherine Sullivan (Los Angeles, 1968)
‘Tis a Pity She’s a Fluxus Whore (Peccato che sia una puttana Fluxus), 2003
installazione video a 2 canali, 26’
Deposito permanente Regione Piemonte
La relazione tra l’attore, il pubblico e l’interpretazione dei testi è alla base delle opere di Sullivan. L’opera in mostra si riferisce a uno “scandaloso” dramma pubblicato dal drammaturgo inglese John Ford nel 1633 e a Fluxus, il movimento d’avanguardia che negli anni Settanta sconcertò pubblico e critica.

Candice Breitz (Johannesburg, 1972)
Yes / No (Babel Series, Dyptich) (Sì / No – Serie di Babele, dittico), 1999
installazione video a 2 canali, a ciclo continuo
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Breitz impiega la cultura di massa, immagini esistenti in ambito commerciale, musica leggera, video clip di MTV, serial televisivi e film, quale materiale per il proprio lavoro. L’artista si appropria di tale patrimonio collettivo e agendo dal suo interno, ne scardina la compattezza, trasformandosi in attiva voce critica creativa.

Castello, sala 34:
Rebecca Horn (Michelstadt, 1944)
Der Eintänzer (L’auto-ballerino), 1978 riversato da film 16 mm, 47’; La Ferdinanda – Sonate für eine Medici Villa (La Ferdinanda – Sonata per una Villa Medici), 1981, riversato da film 35 mm, 85’, Buster’s Bedroom (La stanza da letto di Buster), 1990, riversato da film 35 mm, 104’.
Acquistati con il contributo di Compagnia di San Paolo
La storia di Der Eintänzer è ambientata nello studio di Horn a New York, luogo che a causa dei viaggi dell’artista, veniva spesso affittato a sconosciuti. La protagonista de La Ferdinanda è una diva dell’opera in declino, circondata da un dottore, un’infermiera, una ballerina e un musicista, personaggi ricorrenti anche negli altri lungometraggi di Horn. Buster’s Bedroom descrive il viaggio di una donna sulle tracce di Buster Keaton, a contatto con un universo surreale. Componenti dell’universo di Horn sono le macchine, dispositivi meccanici pressoché antropomorfi; i loro movimenti e interazioni ricreano un teatro parallelo a quello dei personaggi protagonisti.

Castello, sala 35:
Grazia Toderi (Padova, 1963)
Subway Series, 2001
4 proiezioni video, a ciclo continuo
Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea
Stadi, teatri, arene ricorrono nei video di Toderi, indagati in quanto spazi destinati all’incontro e alla rappresentazione. La geometria del gioco del baseball e dei suoi spazi è resa come incontro delle forme del triangolo e del cerchio.

Castello, sala 36 (da sinistra, in senso orario):
Paul McCarthy (Salt Lake City, USA, 1945)
Black and White Tapes (Nastri in bianco e nero), 1970-1975, video, 33’, acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo; Sailor’s Meat, Sailor’s Delight (Carne di marinaio, estasi di marinaio), 1975, 44’, Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea; Tubbing (Nella vasca da bagno), 1975-1976, 27’, Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea; Family Tyranny (Modeling and Molding) (Tirannia familiare – Modellando e formando) / Cultural Soup (Zuppa culturale), 1987; in collaborazione con Mike Kelley, 8’, 7’, acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Nei primi anni Settanta nelle performance e nei video di McCarthy il corpo è enfatizzato nella sua dimensione più organica e fisiologica. Dai primi anni Ottanta, McCarthy sviluppa una serie di collaborazioni con Mike Kelley (Wayne, USA, 1954), artista, performer e musicista. I due artisti condividono un analogo interesse per le componenti rimosse della cultura di massa.

Monica Bonvicini (Venezia, 1965)
Hammering Out (an old argument) (Appianare – un vecchio dissidio), 1998
proiezione video, 60’
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
L’arte di Bonvicini delinea un luogo di dibattito all’interno del quale si confrontano relazioni di potere, suggestioni sessuali, riflessioni sull’eredità modernista e sull’estetica minimalista. L’architettura e i condizionamenti culturali a essa relativi sono temi fondamentali del suo lavoro.

Gordon Matta-Clark (New York, 1943-1978)
Program 3 (Programma 3): Fire Child (Bambino di fuoco), Fresh Kill (Appena demolito), Day’s End (La fine del giorno), 1971-1975
riversato da film super-8 e 16 mm, 46’
Program 5 (Programma 5): Automation House (Casa dell’automazione), Clockshower (Doccia dell’orologio), City Slivers (Schegge di città), 1972-1976
riversato da film 16mm, 61’
Program 6 (Programma 6): Splitting (Dividere), Bingo X Ninths (Bingo X noni), Substrait (Underground Dailies) (Sottostrato – Quotidianità del sottosuolo), 1974-1976
riversato da film super-8 e 16 mm, 51’
Acquistati con il contributo di Compagnia di San Paolo
Nel corso della sua breve e intensa carriera, Matta-Clark è intervenuto su edifici dismessi operando tagli, realizzando buchi oppure eliminando muri o altri elementi architettonici. Queste investigazioni sono intese come commenti riguardanti l’inevitabile temporalità dell’architettura e il sovvertimento dei suoi principi basilari.

Frank Gillette (Jersey City, USA, 1941)
The Maui Cycle (Il ciclo di Maui), 1976
installazione video a 3 canali, 46’
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Le opere di Gillette elaborano un sistema di rispondenze, echi e dialoghi visivi, nell’intento di allacciare il proprio Io interiore alla realtà esterna. Già nei primi anni Settanta, sperimenta video installazioni multicanale per sollecitare il subconscio degli osservatori.

Bruce Nauman (Fort Wayne, USA, 1941)
Bouncing Two Balls Between the Floor and Ceiling with Changing Rhythms (Due palle che rimbalzano tra il pavimento e il soffitto con ritmi che cambiano), 1967-1968
riversato da film 16 mm, 10’  
Dance or Excercise on the Perimeter of a Square (Square Dance) (Danza o esercizio sul perimetro di un quadrato – Danza del quadrato), 1967-1968
riversato da film 16 mm, 10’  
Slow Angle Walk (Beckett Walk) (Passeggiata ad angolo lento – Alla Beckett), 1968
video, 60’
Walk with Contrapposto (Camminata con contrapposto), 1968
video, 60’  
Playing a Note on the Violin While I Walk Around the Studio (Suonando una nota sul violino mentre cammino nello studio), 1967-1968
proiezione video, riversato da film 16 mm, 10’
Walking in an Exaggerated Manner Around the Perimeter of a Square (Camminando in modo esagerato sul perimetro di un quadrato), 1967-1968
proiezione video, riversato da film 16 mm, 10’  
Acquistati con il contributo di Compagnia di San Paolo
Nauman realizza film e video a partire dal 1965 esplorandone soprattutto le potenzialità concettuali. Eseguiti con cinepresa fissa, i lavori selezionati per la mostra sono analisi delle attività svolte nello studio, attraverso le quali l’artista descrive lo spazio geometrico e mentale della sua pratica quotidiana.

Lawrence Weiner (San Francisco, 1934)
Beached (Sulla spiaggia), 1970, riversato da film 16 mm, 3’; Broken Off (Spezzato), 1970, video, 2’; Shifted From The Side (Spostato da un lato), 1972, video, 1’; To and Fro. Fro and To. And To and Fro. And Fro and To (Verso e da. Da e verso. E verso e da. E da e verso), 1972, video, 1’; Green as Well as Blue as Well as Red (Verde così come blu così come rosso), 1975-1976, video, 18’; Do You Believe in Water? (Credi nell’acqua?), 1976, video, 39’  
Acquistati con il contributo di Compagnia di San Paolo
Considerato uno dei fondatori dell’Arte concettuale, nei suoi video Weiner analizza il processo e l’atto del “fare arte”, in relazione alla natura dell’oggetto artistico e ai mutevoli contesti in cui vengono adoperati i più diversi materiali.

Bill Viola (New York, 1951)
Red Tape – Collected Works (Nastro Rosso – Opere raccolte): Playing Soul Music to my Freckles (Suonando musica soul alle mie lentiggini), A Non-Diary Creamer (Una panna vegetale), The Semi-Circular Canals (I canali semicircolari), A Million Other Things (2) (Un milione di altre cose – 2), Return (Ritorno), 1975
video, 30’
Four Songs (Quattro Canti): Junkyard Levitation (Levitazione del rottamaio), Songs of Innocence (Canzoni dell’innocenza), The Space Between the Teeth (Lo spazio tra i denti), Truth Through Mass Individuation (Verità attraverso l’individuazione di massa), 1976
video, 33’
Memory Surfaces and Mental Prayers (Superfici della memoria e preghiere mentali), The Wheel of Becoming (La ruota del divenire), The Morning After the Night of Power (Il mattino dopo la notte di potere), Sweet Light (Luce dolce), 1977
video, 29’  
Acquistati con il contributo di Compagnia di San Paolo
Secondo Viola l’arte è parte di un processo di trasformazione, capace di offrire la possibilità di sviluppare una più profonda comprensione dell’esistenza attraverso un cammino individuale. Particolari proprietà visive o acustiche del reale sono il soggetto delle opere in mostra, scelte tra i lavori d’esordio di questo pioniere del video.

Castello, sala 37:
Pipilotti Rist (Rheintal, Svizzera, 1962)
I’m Not The Girl Who Misses Much (Non sono il tipo di ragazza che si perde molto), 1986
video, 8’, (Entlastungen) Pipilottis Fehler (Assoluzioni – Gli errori di Pipilotti), 1988, 11’, You Called Me Jacky (Mi hai chiamata Jacky), 1990, 4’, Pickelporno (Pornopustola), 1992, 12’, Blutclip (Video di sangue), 1993, 3’, Aujourd’hui (Oggi), 1999, 10’
Acquistati con il contributo di Compagnia di San Paolo
Rist è l’originale inventrice di un particolare universo visivo e sonoro all’interno del quale la dimensione sensoriale e quella emotiva sono i principali protagonisti. Rist sperimenta l’intera gamma delle possibili elaborazioni visive, elaborando un’estetica fatta di colori acidi e immagini disturbate.

Castello, sala 38:
Vanessa Beecroft (Genova, 1969)
VB52, 2003
proiezione video, 129’  
Donazione dell’artista
Beecroft identifica nell’immagine femminile l’ambito della propria ricerca. VB52 è il video girato in occasione della performance prodotta per la sua retrospettiva al Castello.
Il video riprende lo svolgimento del pranzo, scandito da cibi scelti in base al colore, selezionati dall’artista per creare una sequenza di dipinti monocromi.

Dal 21 settembre 2005 al 16 ottobre 2005