Form Follows Fiction. Forma e finzione nell’arte di oggi.

Dal 17 ottobre 2001 al 27 gennaio 2002

La mostra indaga sulle tendenze artistiche internazionali degli ultimi dieci anni, cercando di evidenziare un carattere comune dell’arte più recente.
Tale carattere si identifica, secondo Jeffrey Deitch, curatore della mostra, con la volontà da parte degli artisti di lavorare in una zona intermedia fra realtà e finzione.
Questo carattere “fictional”, che nell’opera d’arte si manifesta secondo modalità fra loro molto diverse, non fa che riflettere un aspetto sempre più saliente della realtà stessa, e che possiamo verificare nella nostra esperienza, anche la più banale e quotidiana.
Pensiamo per esempio al potere di simulazione proprio dei mass-media: ormai non sappiamo più distinguere un telegiornale, supposto veicolo di verità, da un telefilm, non vero ma verosimile e perfettamente probabile; fra tutti gli altri esempi, possiamo citare quelli dei più recenti conflitti militari, dalla Guerra del Golfo al bombardamento di Belgrado fino al recente terribile attacco terroristico su New York, presentati in tempo reale dai canali televisivi di tutto il mondo, e percepiti dagli spettatori come eventi spettacolari e “mediatici” prima che come i veritieri reportage.
Lo sviluppo planetario di Internet, inoltre, non solo consente ai suoi utenti di collegarsi in breve tempo con una rete di informazioni operante a tempo pieno, ma li abitua, attraverso la comunicazione interpersonale in “chatroom”, a vivere virtualmente personalità diverse, come fossero attori impegnati in altrettanti ruoli.
Se poi pensiamo al dominio del “transgenico”, che sta già dando prova di saper trasformare l’ambiente naturale e il corpo umano, possiamo renderci conto di quanto la finzione stia infiltrandosi nella realtà, al punto da sovrapporsi ad essa fino a e confondersi. Non dimentichiamo infine che anche l’ambito della politica e dell’economia fa ricorso ad un certo quoziente di spettacolarità, e quindi di simulazione, per legittimarsi agli occhi del pubblico.
L’arte di oggi vuole intervenire su questa connessione sempre più inestricabile, restituendo alla finzione un ruolo non solo negativo nella conoscenza del reale. Il titolo stesso della mostra, Form Follows Fiction, (“la forma segue la finzione”), richiama il famoso motto dell’architetto funzionalista americano Louis Henry Sullivan, Form Follows Function, la forma si adegua alla funzione, decretando la supremazia dell’utilità, in architettura, design e arte, rispetto alla libera creatività formale.
I rapporti oggi sembrano rovesciati. Secondo Jeffrey Deitch, gli artisti più significativi dell’ultimo decennio hanno costruito con le loro opere dei veri e propri mondi estetici in cui non si può più distinguere fra artificiale e reale, fra spettacolo ed esistenza, e che proprio per questo riescono a dirci qualcosa di incisivo sul mondo in cui viviamo.
Giorgio Verzotti

Dal 17 ottobre 2001 al 27 gennaio 2002