Francesco Vezzoli

Dal 30 gennaio 2002 al 05 maggio 2002

Francesco Vezzoli (Brescia, 1971), si è imposto all’attenzione della critica internazionale con i suoi video d’esordio, nei quali la tecnica del ricamo diventa il cardine attorno al quale l’artista crea veri e propri cammei cinematografici.
Invitato all’ultima Biennale di Venezia, ha suscitato particolare interesse da parte della critica e del pubblico presentando la performance Veruschka Was Here (Veruschka era qui), in occasione della quale ha convinto l’ex modella a esibirsi dal vivo, interpretando se stessa nell’atto di ricamare una sua foto scattata negli anni Sessanta.
Le opere di Vezzoli, che includono video installazioni e ricami da lui stesso eseguiti a piccolo punto, mescolano linguaggi e generi eterogenei, unendo icone pop, cinema d’autore, storia dell’arte e del costume.
Come nota Marcella Beccaria, curatore della mostra “come un collezionista, che per sua natura raccoglie una somma di frammenti sparsi, Francesco Vezzoli colleziona riferimenti e citazioni. Riuniti in ciascuna opera, essi compongono un racconto intriso di bellezza e decadenza, fama e umano dolore”. Per la realizzazione dei suoi lavori l’artista coinvolge star del cinema che hanno conosciuto la celebrità o personaggi del jet set che ancora vivono nell’immaginario collettivo. Protagonisti delle sue opere video sono stati ad esempio Valentina Cortese, Marisa Berenson ripresa nelle vesti di Edith Piaf, o ancora Helmut Berger che gioca a interpretare Dynasty insieme all’artista.
Ideata per gli spazi del Castello di Rivoli, la mostra di Francesco Vezzoli comprende la nuova doppia video installazione The End of the Human Voice (La fine della voce umana) e una serie di ricami nati in occasione del progetto.
The End of the Human Voice è ripresa dal testo teatrale La voce umana, scritto da Jean Cocteau nel 1930 e portato sul grande schermo da Roberto Rossellini nel 1948. Il soggetto si ispira al delirio amoroso di una donna che, al telefono, conversa per l’ultima volta con l’uomo che l’ha appena lasciata. Come è caratteristico del suo lavoro, Vezzoli mescola generi differenti che incrociano la cultura “alta” e le cronache mondane, coinvolgendo in questo caso Bianca Jagger, celebre ex-moglie del leader dei Rolling Stones, regina delle cronache mondane e oggi impegnata attivista per i diritti civili. In una delle due video proiezioni che compongono l’installazione Bianca Jagger, che non ha mai recitato, interpreta per Vezzoli il ruolo drammatico della donna abbandonata, noto al pubblico per la magistrale interpretazione di Anna Magnani nel film di Rossellini. Ribaltando la versione neorealista, il video è ambientato in un’atmosfera lussuosa e decadente, ma attraverso un raffinato bianco e nero intenzionalmente dialoga con la versione cinematografica.
Nell’altro video che compone l’installazione Vezzoli stesso interpreta l’amante traditore, creando per sé un ruolo che non compare nel testo teatrale di Cocteau, né nella versione cinematografica di Rossellini. Citando la figura e le opere di Jean Cocteau, in una sorta di autoritratto letterario, l’artista compone un’immagine quasi statica, i cui colori accesi propongono un’atmosfera di chiave surrealista.
Ispirata alla vita e alle opere di Jean Cocteau è anche la nuova serie di ricami presentati in mostra. “Attraverso il caratteristico ricamo a piccolo punto, ho voluto romanticizzare – dice l’artista – i disegni erotici dell’intellettuale francese”. In dialogo con gli spazi storici del Castello, l’artista li presenta come “la stanza del libro bianco”, componendoli in un’unica installazione che corre lungo le pareti della sala.
La mostra è accompagnata dalla prima monografia dedicata all’artista, curata da Marcella Beccaria. Riccamente illustrato e corredato da apparati bio-bibliografici, il catalogo inquadra criticamente il lavoro dell’artista e copre tutte le opere video finora realizzate da Vezzoli. Il libro, edito dal Castello di Rivoli continua la collana di monografie già dedicate a Maurizio Cattelan, Grazia Toderi, Mona Hatoum.

Dal 30 gennaio 2002 al 05 maggio 2002