Gianni Colombo

Dal 16 settembre 2009 al 05 aprile 2010

a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marco Scotini

Gianni Colombo (Milano, 1937 – Melzo, 1993) è tra i più importanti protagonisti dell’arte cinetica internazionale che si sviluppa a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo. Interessato al Surrealismo di Max Ernst e al mondo poetico di Paul Klee, Colombo studia all’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua ricerca artistica si caratterizza presto per la forte sperimentazione di materiali e linguaggi – dalla ceramica alla grafica, dalle opere materiche alla creazione di multipli e, soprattutto, di ‘ambienti’ praticabili dagli spettatori. Negli anni Cinquanta, in un momento di fervida rinascita economica e in un ambiente artistico milanese caratterizzato da un vivace confronto internazionale, Colombo si avvicina alle ricerche dei “nuclearisti” e allo Spazialismo di Lucio Fontana. Se Fontana è l’artista che ha definito come opera lo spazio stesso dell’opera, Colombo indaga l’arte come spazio partecipato, anticipando pertanto molte ricerche dell’arte d’oggi.

La retrospettiva al Castello di Rivoli include un’ampia selezione di opere che ripercorrono la ricerca dell’artista. Il percorso espositivo nella Manica Lunga inizia con le prime gouache e ceramiche e con alcune opere mobili appese dall’alto: esili strutture geometriche in metallo che sembrano definire lo spazio come spazio fluido e cangiante. Nel successivo ambiente oscurato, sono ospitate opere che sorprendono e coinvolgono il visitatore grazie a effetti di luce. In 0↔220 Volt (1977-91) le intermittenze delle sorgenti luminose restituiscono una continua trasformazione mentre nelle Cromostrutture (1961-70) un compito analogo è affidato alle mutazioni di colore.
L’interesse di Colombo per il rapporto interattivo – già presente nelle sculture in ceramica, alcune delle quali sono composte da elementi manipolabili – diventa più evidente in serie di opere successive tra le quali i Rilievi intermutabili (1959) composti da superfici in gomma che cambiano con lo spostamento di sfere o cilindri sottostanti, In-Out (1959-63) e le Superfici in variazione (1959), tutte opere il cui aspetto formale cambia a seguito dell’intervento dello spettatore. Opere in movimento sono anche le Strutturazioni pulsanti (1959), quadri formati da piccoli frammenti in polistirolo i quali, tramite un’animazione elettromeccanica, pulsano creando uno spaesamento.
Conclude la mostra un’ampia selezione di modelli architettonici che dimostrano l’interesse di Colombo per la fase progettuale della creazione artistica – sebbene sempre realizzata con senso ludico e leggerezz.

Dal 16 settembre 2009 al 05 aprile 2010