Helmut Newton per la manica lunga

Dal 24 marzo 1999 al 30 maggio 1999

A cura di Ida Gianelli

 

Noto dalla fine degli anni Cinquanta per le sue fotografie di moda e per le fotografie di nudi femminili, in cui svela il feticismo e il sadomasochismo dello sguardo contemporaneo, Helmut Newton (Berlino, 1920 – Los Angeles, 2004) oppone ai cliché dell’immagine fotografica di largo consumo un universo di proiezioni fantastiche che, nate dalla cultura di massa, si presentano allo spettatore come la sua coscienza intima. In occasione del restauro della nuova ala espositiva del Castello di Rivoli, la Manica Lunga, Newton, colpito dal carattere non-finito, virtuale dell’architettura e dal sovrapporsi agli spazi fisici del Castello di una complessa messa in scena simbolica, realizza un servizio fotografico, di cui otto scatti in bianco e nero sono presenti in mostra, in cui gli interni e gli esterni della Manica Lunga si presentano come il set di una narrazione suggestiva, animata dalla memoria così come dalle potenzialità proprie di questo spazio. Nato per ospitare la seicentesca pinacoteca dei sovrani sabaudi questo ambiente unitario, che si sviluppa lungo un unico asse prospettico, è ripreso in immagini in cui la presenza di alcuni visitatori composti dallo staff del museo e da 400 ragazzi e ragazze vestiti di nero e ritratti mentre rivolgono lo sguardo all’architettura, o protendono verso di essa le braccia, sembra alludere alle mostre future, e insieme alla necessità e alla funzione sostanziale dell’istituzione museale.

Andrea Viliani

Dal 24 marzo 1999 al 30 maggio 1999