Il bordo dello specchio

Dal 04 ottobre 2000 al 21 gennaio 2001

A cura di Okwui Enwezor

Aprendosi alla varietà dei linguaggi espressivi e alle differenti prospettive culturali ed estetiche, fra nuove emergenze sociali e globalizzazione, che caratterizzano la ricerca artistica contemporanea, la mostra si sviluppa come la perlustrazione di quella soglia problematica, fra identità e rispecchiamento, in cui la definizione del sé si sviluppa contemporaneamente, e reciprocamente, a quella del mondo. La metafora dello specchio e del suo confine traduce il moltiplicarsi e il frantumarsi dei piani conoscitivi ed emozionali, una volta posti di fronte all’esperienza e all’idea stessa di confine e di alterità. Nella individuazione di zone intermedie ma fra loro implicanti, fra utopia e realismo nelle installazioni di Thomas Hirschhorn, fra anonimato della metropoli e identità fluttuanti e alternative nei paseos (“passeggiate”) di Francis Alÿs, fra invadenza dello stereotipo e riscoperta e riaffermazione personale nei film di Steve Mc- Queen, così come nel moltiplicarsi delle interpretazioni e dei piani temporali su cui si basano le effimere architetture di Bodys Isek Kingelez, morfologie labili fra progettazione modernista, gioco disincantato e prospettiva futuribile, o negli autoritratti di Cecilia Edefalk in cui il soggetto, nella catena delle repliche, si sorprende diverso da sé, oggetto estraneo, si definiscono le differenti pratiche contemporanee di “smistamento”, codifica e identificazione reciproca fra realtà e finzione, vero e falso, visione e comprensione. Esse, invece di darsi come categorie antagoniste, collaborano insieme all’esperienza dell’irriducibile complessità dell’esistente e, permettendoci di rispecchiarci nelle immagini inedite di un’identità vista dal di fuori, ci conducono in un’avventurosa scoperta sia del mondo che è appena fuori della sfera mentale, sia del sé che si rivela parte del mondo, come sul bordo di uno specchio.

Andrea Viliani

Dal 04 ottobre 2000 al 21 gennaio 2001