Il museo sperimentale di Torino. Arte italiana dagli anni Sessanta nelle collezioni dalla Galleria Civica d’Arte Moderna

Dal 20 dicembre 1985 al 10 febbraio 1986

a cura di Mirella Bandini

Il primo nucleo di opere del Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea fu raccolto, a partire dal 1963, su iniziativa di Eugenio Battisti presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Genova, con l’intento di conferire all’attività didattica un supporto concreto e inserirla più direttamente nel dibattito culturale contemporaneo. La raccolta e la presentazione di opere d’arte, donate direttamente dagli artisti, furono accompagnate dalla costituzione di una biblioteca e di un archivio, oltre che da conferenze e incontri con i critici e gli artisti.
Donato nel 1966 alla Galleria d’Arte Moderna di Torino, e qui presentato in una mostra l’anno seguente, il Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea costituisce una delle esperienze più innovative, sia dal punto di vista didattico sia dal punto di vista della concezione, dell’aggiornamento e della completezza, nel panorama artistico italiano degli anni Sessanta.
In occasione della mostra presso il Castello di Rivoli il nucleo originario delle collezioni, arricchitesi fino al 1969, è presentato accanto ad altre più recenti acquisizioni. La mostra documenta inoltre l’attività di catalogazione e schedatura completa delle collezioni, corredate da una campagna fotografica e di restauro. In esse figurano le personalità più eminenti della ricerca informale, da Burri, Vedova, Novelli, Tancredi e Capogrossi ad artisti quali Fontana, Manzoni, Castellani che, all’inizio degli anni Sessanta, in parallelo alla ricerca visuale e gestaltica colsero gli spunti che avrebbero condotto alla genesi dell’Arte Povera. Nelle collezioni è documentato inoltre lo sviluppo della nuova figurazione e della nuova astrazione, così come la coeva tendenza pop e oggettuale. Nato per “estendere la discussione e la fruizione dell’arte contemporanea”, ma postosi ben presto anche come stimolo all’istituzione museale a svolgere e ampliare la sua funzione pubblica di discussione e divulgazione aprendosi al confronto diretto con la ricerca degli artisti e alla sperimentazione di nuove forme di interazione, il Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea accompagna, nella sua presentazione al Castello di Rivoli, l’apertura e l’attività del nuovo museo sotto il segno esemplare della ricerca e dell’innovazione.
Andrea Viliani

Dal 20 dicembre 1985 al 10 febbraio 1986