Le Scatole Viventi

a cura di Andrea Bellini

Il progetto Le scatole viventi rientra in un piano di ripensamento del funzionamento stesso della struttura museale. Si parte da un assunto di base: l’attuale crisi, per quanto indesiderabile e drammatica, può rappresentare un’opportunità per esplorare nuove funzioni e nuove vocazioni del museo. La nostra istituzione, di fronte a questa emergenza, intende sviluppare iniziative inedite legate al territorio ed alla sua storia, favorendo anche una maggiore partecipazione delle comunità locali. Si deve cogliere questa opportunità per trasformare il museo in un luogo di aggregazione, in uno spazio di produzione di idee e concetti inediti. Un museo veramente contemporaneo non può essere un semplice contenitore di opere, ma deve sapersi porre come un congegno intellettuale al servizio del suo pubblico. Le scatole viventi rappresentano un inedito congegno espositivo: si tratta di una sorta di mostra in perenne trasformazione, un evento corale costruito su una idea di “discorso” e di “racconto” attorno all’arte contemporanea. L’idea è quella di portare in Manica Lunga (uno degli spazi più curiosi del museo, una sorta di immenso corridoio largo 6 e lungo 146 metri), circa 20 casse “chiuse” contenenti opere d’arte provenienti dalla collezione del Castello di Rivoli, ma anche da alcune collezioni private torinesi. Le casse verranno allineate nello spazio espositivo, all’incirca una ogni 4 metri. Una volta al mese verrà chiesto a diversi importanti personaggi del mondo dell’arte e della cultura di scegliere alcune casse, che saranno quindi “aperte”. Gli ospiti commenteranno durante una serata-evento le opere scelte, allestite nella Manica Lunga, creando nuovi racconti e legami tra i lavori. Parallelamente, la prima parte dello spazio espositivo sarà dedicata ad una “stanza d’artista”, allestita con lavori preziosi o mai esposti di uno o più artisti “invitati”, personalità significative legate alla storia dell’arte italiana, e di Torino in particolare. L’idea è quella di mettere in relazione le “stanze d’artista” con le opere della collezione, in una sorta di gioco di specchi il cui intento è quello di muovere il pubblico verso una maggiore conoscenza della storia dell’arte del nostro paese ma anche della storia del Museo e del suo territorio. Si tratta di un lavoro di approfondimento storiografico, completamente inedito dal punto di vista delle modalità. Il museo deve saper generare incontri e racconti sempre nuovi.

 

Tra gli artisti invitati figurano personalità del calibro di Luigi Ontani e Piero Gilardi, mentre tra gli “ambasciatori”, per citarne solo alcuni, ricordiamo Andrea Cortellessa, Achille Bonito Oliva, Gianni Vattimo e Tommaso Trini.

 

 

8 ottobre 2011 – 15 gennaio 2012

Stanza d’artista: Luigi Ontani

Guest: Andrea Cortellessa

 

23 novembre 2011

Stanza d’artista: Luigi Ontani

Guest: Tommaso Pincio

 

5 dicembre 2011 – 15 gennaio 2012

Stanza d’artista: Transavanguardia

Guests: Achille Bonito Oliva, Danilo Eccher, Francesco Poli e Gianni Vattimo

 

3 febbraio – 11 marzo 2012

Stanza d’artista: Luigi Ghirri – Paolo Mussat Sartor – Paolo Pellion

Guest: Massimo Minini

 

30 marzo – 6 maggio 2012

Stanza d’artista: Piero Gilardi

Guest: Tommaso Trini, Angela Vettese

 

 

La realizzazione del progetto Le scatole viventi è resa possibile grazie al sostegno di Pernod Ricard Italia spa e al contributo speciale della Fondazione CRT.

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