Mario Giacomelli

Dal 02 ottobre 1992 al 29 novembre 1992

A cura di Ida Gianelli, Antonella Russo

 

Riconosciuto maestro della fotografia contemporanea, Mario Giacomelli (Senigallia, Ancona, 1925-2000) è uno degli autori che con il suo lavoro artistico ha più contribuito a far conoscere la cultura fotografica italiana nel mondo.

In mostra sono presenti i momenti nodali della carriera dell’artista, dai ritratti ai cicli tragici. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, 1955-56, 1966-68, 1981-83, è il titolo del reportage fotografico eseguito nell’ospizio per poveri di Senigallia, luogo familiare a Giacomelli che vi ritrae i dolorosi momenti di vita quotidiana degli anziani ospitati.

La serie Scanno, 1957-59, ha fatto conoscere gli abitanti di questo paese degli Abruzzi in tutto il mondo e ha reso celebre all’estero il lavoro dell’artista. Io non ho mani che mi accarezzino il viso, 1962-63, raccoglie le popolarissime fotografie che raffigurano i momenti di ricreazione dei giovani convittori in un seminario di Senigallia, nelle quali la grafica di Giacomelli lascia che il bianco dello sfondo sottolinei, fino a ritagliarle, le figure scure delle vesti dei seminaristi. I Paesaggi sono stati

oggetto di eterna fascinazione per il fotografo marchigiano e hanno impegnato Giacomelli in una ricerca visiva durata diversi decenni. In essi intento dell’artista è affermare l’azione reciproca tra natura umana e vita vegetale, testimoniando l’immensità silenziosa delle distese coltivate. La serie Il mare dei miei racconti, 1984-90, fotografie di un astrattismo quasi lirico, sono fra le più esemplari di questo autore.

Luigi Fassi

Dal 02 ottobre 1992 al 29 novembre 1992