Marisa Merz – La danza delle ore

Marisa Merz indossa “Scarpette”, Galleria L”Attico, Roma. 1975
Foto Claudio Abate
Una mostra in tre atti al Castello di Rivoli, alla Fondazione Merz e alla GAM di Torino per il centenario della nascita dell’artista
A cura di
Chiara Bertola, Sébastien Delot, Francesco Manacorda, Beatrice Merz, Chiara Parisi, Marianna Vecellio
29 ottobre 2026 – 4 aprile 2027
Dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presentano Marisa Merz – La danza delle ore, una mostra in tre atti con il patrocinio del Ministero della Cultura e realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRT. Nel centenario della nascita dell’artista, nata nel 1926, le tre istituzioni ne ripercorrono l’opera e l’eredità attraverso un progetto condiviso che intreccia prospettive curatoriali complementari e riunisce opere storiche e lavori inediti.
Al centro della mostra è una ricerca in cui arte e vita appartengono allo stesso movimento: il tempo quotidiano diventa tempo della creazione e spazio di sperimentazione, la materia una possibilità sempre aperta di trasformazione. Le opere di Marisa Merz nascono da gesti, intuizioni e ritorni; vengono riprese, accostate, modificate, mantenendo viva la possibilità di assumere nuove forme e significati. La danza delle ore restituisce questa continua metamorfosi, offrendo una lettura dell’opera dell’artista nella sua ampiezza e nella sua capacità di generare ancora oggi immagini e pensiero.
I tre capitoli sviluppano altrettante prospettive su questo universo. Il Castello di Rivoli esplora la dimensione ambientale e spirituale della sua pratica, lo spazio come luogo fisico e metafisico e le risonanze della sua ricerca nel lavoro di dieci artiste contemporanee. La Fondazione Merz approfondisce il processo creativo, la scelta dei materiali e gli equilibri attraverso cui oggetti e materie rivelano potenzialità inattese. La GAM si concentra sulla casa come studio e laboratorio, luogo originario di una pratica nella quale l’esperienza quotidiana e la creazione artistica sono inseparabili.
Completa il percorso delle tre mostre un nuovo intervento di Tacita Dean, invitata a entrare nella casa-studio di Marisa Merz a Torino per realizzare un film e una serie di fotografie che ne restituiscono la luce, la memoria e la capacità ancora viva di generare immagini e pensiero. Uno sguardo contemporaneo su un luogo che custodisce la continuità profonda tra l’abitare e il fare artistico.
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Marisa Merz – La danza delle ore
A cura di Francesco Manacorda e Marianna Vecellio
Manica Lunga, terzo piano, e Castello, primo piano
Al Castello di Rivoli, Marisa Merz – La danza delle ore prende avvio dalla ricostruzione dell’ambiente E il naufragar m’è dolce in questo mare, importante progetto espositivo che Marisa Merz presentò nel 1980 alla galleria torinese Tucci Russo e ripropose, nello stesso anno, in occasione della Biennale d’Arte di Venezia. L’installazione spaziale costituisce il fulcro del percorso, dal quale si diramano temi e ricerche legati al superamento dei confini tradizionali dello spazio espositivo, all’autonomia delle forme e all’apertura dell’opera verso dimensioni che trascendono il reale.
Intorno a questo importante nucleo, oltre sessanta lavori storici e recenti – tra cui minute pitture, grandi quadri, installazioni in rame e alluminio, sculture in argilla cruda e disegni – raccontano una visione che non si esaurisce nella dimensione intima e domestica più nota al pubblico, ma si sviluppa attraverso la relazione con lo spazio. Ne emerge un racconto polifonico che parla del cielo e del volo, della sfera aerea, lunare, spirituale e universale, nonché femminile.
La mostra ripercorre alcune esperienze significative della ricerca di Marisa Merz, tra cui quella maturata nell’ambito della galleria romana L’Attico, dove nel 1970 l’artista partecipò all’azione dell’aeroporto dell’Urbe: un esperimento emblematico, in dialogo con la dimensione simbolica del volo.
La mostra assume inoltre la forma di una retrospettiva espansa, con la partecipazione di dieci artiste contemporanee invitate a comporre una costellazione di voci e posizioni in risonanza con l’approccio poetico e sperimentale di Marisa Merz. Il dialogo fa emergere affinità di processo, metodo e ricerca. Le artiste coinvolte sono Leonor Antunes (Lisbona, 1972), con le sue pratiche di misurazione e traduzione dello spazio tra memoria modernista e artigianato; Micol Assaël (Roma, 1979), che indaga forze invisibili e tensioni fisiche attraverso esperienze sensoriali; Beatrice Bonino (Torino, 1992), che trasfigura l’ambiente domestico attraverso processi di compressione e giustapposizione dei materiali; Miriam Cahn (Basilea, 1949), la cui pittura restituisce l’urgenza del corpo e una visione esistenziale; Tacita Dean (Canterbury, 1965), che lavora su temporalità sospese e sulla persistenza della memoria; Thea Djordjadze (Tbilisi, Georgia, 1971),
le cui forme instabili emergono in relazione alle energie latenti dello spazio; Lara Favaretto (Treviso, 1973), che riflette sulla durata degli oggetti e sulla natura effimera degli eventi; Daiga Grantina (Saldus, Lettonia, 1985), che indaga le relazioni tra materiali e i processi di trasformazione della materia; Armineh Negahdari (Teheran, 1994), che esplora il disegno tra gesto e figura frammentata; e Solange Pessoa (Ferros, Stato di Minas Gerais, Brasile, 1961), che attiva una dimensione organica e rituale della materia, legata ai cicli vitali e alle cosmologie.
La domanda che attraversa la mostra è dunque: chi è Marisa Merz oggi? Il dialogo tra le sue opere e quelle delle artiste contemporanee permette di osservare la sua ricerca nella sua complessità e mostra come la sua pratica continui a generare risonanze, interrogativi e possibilità di visione e di pensiero.
In occasione di Marisa Merz – La danza delle ore, il progetto Interferenze della Fondazione Cerruti mette in dialogo le due istituzioni attraverso uno scambio di opere: una scultura (Senza titolo, n.d.) e un’opera su carta (Senza titolo, 2010-2012) di Marisa Merz sono presentate nelle sale della Collezione Cerruti, mentre il Castello di Rivoli ospita Angelo annunciante, Redentore, Vergine annunciata di Agnolo Gaddi (1387-88), in prestito dalla Collezione Cerruti.
Marisa Merz – La danza delle ore gode del patrocino del Ministero della Cultura ed è realizzata con il sostegno della Fondazione CRT
La mostra al Castello di Rivoli è sostenuta da FONDAZIONE TRIDAMA

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Raggiungi il Castello di Rivoli (Torino) con Frecciarossa, Intercity o Regionale e visita la mostra “Marisa Merz – La danza delle ore” in programma dal 29 ottobre al 4 aprile 2027.