Marlene Dumas – Francis Bacon

Dal 06 giugno 1995 al 01 ottobre 1995

Acura di Marente Bloemheuvel, Jan Mot, Ida Gianelli, Sune Nordgren

 

La mostra mette a confronto il lavoro di Marlene Dumas (Kuilsrivier, Sudafrica, 1953) con quello di un maestro indiscusso del XX secolo, Francis Bacon (Dublino, Irlanda, 1909 – Madrid, Spagna, 1992). L’intento è di testimoniare la vitalità di due esperienze pittoriche figurative accomunate dalla volontà di ritrarre l’essere umano in tutte le sue contraddizioni. Francis Bacon, a partire dai suoi primi lavori negli anni Quaranta sino alla morte, dipinge gli esseri umani in situazioni drammatiche di conflitto e violenza. Le sue figure distorte, sezionate e chiuse in strutture geometriche, soffrono e gridano di dolore. L’artista non rivela la causa di questa sofferenza e la sua arte assume un valore metafisico, divenendo una meditazione sul male di vivere, di cui la rappresentazione del corpo si fa principale veicolo.

I modelli dei lavori di Marlene Dumas, così come quelli di Bacon, provengono da una varietà di fonti, persone del suo ambiente o figure tratte da giornali e riviste. Esse vengono decontestualizzate mediante un uso non naturalistico del colore e una deformazione dei tratti, per rappresentare ciò che l’artista definisce “situazioni”, cioè emozioni, esperienze ed eventi. Dumas esprime l’esperienza contemporanea della corporeità, con il suo portato di disagio e inquietudine, testimoniato da un segno pittorico corrivo e degradato. Entrambi gli artisti smontano il concetto tradizionale di ritratto come autentica registrazione del carattere del soggetto, e in tal modo inverano uno dei compiti che l’arte moderna si è assunta, quello di rappresentare la realtà non nei suoi fenomeni apparenti ma nella sua essenza interiore, nella sua risonanza profonda.

Luigi Fassi

 

Dal 06 giugno 1995 al 01 ottobre 1995