Max Ernst. Sculture

Dal 17 maggio 1996 al 15 settembre 1996

A cura di Ida Gianelli

Max Ernst (Brühl, Germania, 1891 – Parigi, 1976), protagonista dell’arte del nostro secolo, partecipa alla nascita del gruppo Dada e del Surrealismo. Il suo fondamentale contributo riguarda, tra l’altro, l’invenzione di nuove pratiche espressive dette automatiche, basate sull’immediatezza del gesto e sulla casualità. Tra queste la più feconda è quella del frottage, una tecnica realizzata mediante sfregamento di fogli o tele trattati con il colore e messi a contatto con materiali diversi. La poliedricità del suo linguaggio, che tocca pittura, grafica, scultura, collage fino all’adozione di oggetti trovati, è pari alla sua capacità inventiva, con la quale crea una realtà autonoma che in gran parte si identifica con la dimensione dell’inconscio.

La mostra presenta l’attività scultorea di Ernst che si estende dalla fine degli anni Venti fino agli anni Sessanta. Seppur in modo discontinuo, essa percorre tutta la sua carriera ed è caratterizzata dal marcato impianto costruttivo e dal forte risalto volumetrico, accentuati dalla predilezione per materiali rigidi quali la pietra e il bronzo. Tali caratteri derivano dalla conoscenza delle culture visive primitive, a cui si può ascrivere la natura vagamente totemica della sua opera, nonché il suo fantasioso antropomorfismo.

La nitida e precisa scansione costruttiva dei volumi infonde alle sculture realizzate dall’artista un carattere monumentale indipendentemente dalle loro dimensioni.

Karin Gavassa

Dal 17 maggio 1996 al 15 settembre 1996