Michelangelo Pistoletto

A cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio

31 ottobre 2023 – febbraio 2024

Manica Lunga

In autunno, in concomitanza con la Art Week e la trentesima edizione di Artissima, il Castello di Rivoli presenterà la grande mostra dedicata a Michelangelo Pistolettoa cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio. Allestita negli spazi della Manica Lunga,la mostra, realizzata a stretto contatto con l’artista, include una grande opera inedita site-specific e propone un inedito percorso attraverso l’arte di Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), uno degli artisti più importanti che hanno ridefinito il concetto di arte a partire dalla metà degli anni sessanta del secolo scorso. L’arte di Pistoletto è aperta al dialogo e allo scambio. Fin dalla prima metà degli anni Cinquanta l’artista si interroga sulla natura dell’identità personale e intraprende la via dell’autoritratto come espressione emblematica del suo pensiero.

Nel 1961 dipinge il primo quadro specchiante Il presente in cui il proprio autoritratto a grandezza naturale si staglia su un fondo nero ottenuto con vernice acrilica lucidissima che lo rende riflettente. Il vero protagonista è il rapporto di istantaneità che si crea tra lo spettatore e il suo riflesso sulla tela. Quest’opera si apre alla vita come scambio di relazioni e prospettive, penetra il mondo e se ne lascia penetrare, determinando una nuova dimensione spazio temporale. Il superamento delle frontiere segnate dalla dimensione pittorica rappresenta per Pistoletto l’apertura a un paesaggio che si affaccia sulla contemporaneità dell’esistenza. Negli anni ottanta Pistoletto indaga la scultura, che gli permette di sviluppare ulteriormente quel rapporto tra passato e presente, quel dialogo tra memoria e realtà che come un filo rosso caratterizza tutta la sua ricerca.

Nel 1961 dipinge il primo quadro specchiante Il presente in cui il proprio autoritratto a grandezza naturale si staglia su un fondo nero ottenuto con vernice acrilica lucidissima che lo rende riflettente. Il vero protagonista è il rapporto di istantaneità che si crea tra lo spettatore e il suo riflesso sulla tela. Quest’opera si apre alla vita come scambio di relazioni e prospettive, penetra il mondo e se ne lascia penetrare, determinando una nuova dimensione spazio temporale. Il superamento delle frontiere segnate dalla dimensione pittorica rappresenta per Pistoletto l’apertura a un paesaggio che si affaccia sulla contemporaneità dell’esistenza. Negli anni ottanta Pistoletto indaga la scultura, che gli permette di sviluppare ulteriormente quel rapporto tra passato e presente, quel dialogo tra memoria e realtà che come un filo rosso caratterizza tutta la sua ricerca.

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