On Kawara

Dal 21 febbraio 1997 al 20 aprile 1997

A cura di Jean Louis Maubant, Philip Pique

On Kawara (Aichi, Giappone, 1933) registra lo scorrere del tempo tramite atti di datazione, elencazione e classificazione, secondo pratiche artistiche vicine all’Arte Concettuale. Partendo dall’esperienza del reale, identifica il lavoro artistico con la propria esistenza, attestandone il divenire.

La registrazione del quotidiano è presente in un ciclo di opere iniziate nel 1966, in cui l’artista raccoglie i ritagli di giornale usati per accompagnare i dipinti, conservati in classificatori a volumi, e in una serie di telegrammi inviati a partire dal 1969 con i quali, dopo aver comunicato l’intenzione di non suicidarsi, attesta la sua sopravvivenza.

Un’altra tipologia di lavori, realizzati alla fine degli anni Sessanta, tematizza realtà e concetti opposti come l’infinito e il finito, il relativo e l’assoluto, unificati dall’arte in un pensiero paradossale e vertiginoso. Si tratta di lavori composti di classificatori in cui sono trascritti gli anni trascorsi nel passato fino a un milione di anni prima del 1969, anno di realizzazione dell’opera, oppure, secondo lo stesso principio, un milione di anni futuri.

Sono in mostra quadri realizzati tra gli anni Settanta e Novanta in cui la parola e il numero divengono il medium privilegiato. Dopo reiterate stesure di pittura acrilica, l’artista dipinge, in bianco, il giorno, il mese e l’anno in cui il quadro è stato realizzato, nella lingua del luogo.

Karin Gavassa

Dal 21 febbraio 1997 al 20 aprile 1997