Pittura Italiana da collezioni italiane

Dal 06 giugno 1997 al 21 settembre 1997

A cura di Giorgio Verzotti

Uno dei linguaggi attraverso cui il sistema artistico conferma la sua tradizione, è quello della pittura. Nella pratica artistica contemporanea, il gergo pittorico non si risolve più attraverso la propria auto-legittimazione, ma viene messo in discussione grazie a interventi che possono sia confermare e rinnovare questa pratica, sia porla in discussione.

La mostra si muove su un doppio filone di indagine: da un lato esamina il tema della pittura, attraverso il lavoro di artisti, la cui presenza è significativa come testimonianza di un determinato periodo storico o per le peculiarità metodologiche della ricerca, dall’altro indaga il collezionismo italiano come strumento di conoscenza e valorizzazione dell’arte contemporanea.

Concentrandosi su un periodo che va dalla fine degli anni Cinquanta fino alla più stretta attualità ed esaminando alcuni fra gli artisti più significativi di questi ultimi anni, vengono presi in esame particolari cicli di lavori, legati a periodi dell’attività di ciascun artista, nella consapevolezza però di operare una scelta assolutamente soggettiva.

Così, mentre i dipinti con le combustioni di fogli di plastica trasparente di Alberto Burri degli anni 1964-1970, indagano l’utilizzo di materiali non tradizionali e artificiali, i lavori di Lucio Fontana vengono presi in esame per l’attenzione allo spazio nel rapporto fra quadro e terza dimensione, tematica portata alle estreme conseguenze in anni successivi da Francesco Lo Savio. Attraverso poi, l’indagine delle tensioni analitiche di molte ricerche degli anni Settanta, di cui Giorgio Griffa è uno dei più importanti esponenti, e le pratiche espressive che della pittura hanno recuperato il pathos emotivo del linguaggio e la sua funzione simbolica, come avviene per Vettor Pisani, si arriva

al grande momento propulsivo del ritorno alla pittura degli anni Ottanta operato dagli artisti della Transavanguardia. Infine vengono proposte le ricerche di artisti più giovani che si riferiscono alla pittura più per il suo immaginario che per la sua attività specifica fino a indagare la pratica del video quale mezzo tecnologico rievocativo della corporeità pittorica, come avviene nei lavori di Grazia Toderi.

Chiara Oliveri Bertola

Dal 06 giugno 1997 al 21 settembre 1997