Richard Bell

Chiuderà il 05 novembre 2022

Tra le presenze ‘focus’ di ESPRESSIONI CON FRAZIONI, la mostra personale di Richard Bell concepita per il Museo sarà allestita nei giardini della Manica Lunga e in una sala al secondo piano dello stesso edificio. La produzione artistica di Bell, iniziata negli anni ottanta del secolo scorso, è strettamente intrecciata con questioni politiche. Attraverso le sue opere, l’artista indaga le brutalità e le discriminazioni che gli aborigeni hanno subito e, riferendosi a eventi biografici, racconta una storia spesso nascosta nel tentativo di riconoscere l’autonomia e l’estetica associate al potere politico dell’arte aborigena contemporanea. In mostra sarà presentata una nuova videoinstallazione inedita Bulldozer Scene No Tin Shack, 2022, che ripercorre la demolizione della sua casa avvenuta quando l’artista aveva 14 anni. La proiezione in loop mostra un adolescente che, nel tentativo di fermare il bulldozer che stava demolendo la baracca di latta in cui viveva nel 1967, imita il gesto dell’uomo che aveva fermato l’avanzata di un carro armato in Piazza Tienanmen nel 1989. Nel video, che suggerisce un’atmosfera intima, il ragazzo adolescente è fermo e, nonostante la sua resistenza, il bulldozer demolisce la baracca di latta lasciando un cumulo di macerie. Tra i lavori esposti in mostra figurano Prelude to Imagining Victory della serie Umbrella Embassy, 2013, che costituisce la prima versione dell’installazione Tent Embassy, 2013-in corso; i dipinti recenti U Can’t Touch This, 2021, e Immigration Policy, 2017; opere del passato quali Ministry Kids (Children’s Parliament), 1992, e Pigeon Holed, 1992, che riflettono sul timore che gli aborigeni possano accedere a posizioni istituzionali e di potere in Australia. Sarà inoltre allestito il dipinto Bell’s Theorem, 2002, insieme ad appunti originali di scritti dell’artista. In mostra anche il video Scratch an Aussie, 2008.