Thomas Demand

Dal 23 ottobre 2002 al 26 gennaio 2003

a cura di Marcella Beccaria

 

Il continuo slittamento tra reale e fittizio è alla base delle opere di Thomas Demand. Le opere dell’artista, nato a Monaco nel 1964, sono fotografie in scala reale di modelli cartacei. Memorie personali, storia collettiva e immagini provenienti dai media si intrecciano nel tessuto delle sue opere. La ricca rete di riferimenti presenti crea ampi spazi che l’immaginazione individuale può riempire; al tempo stesso, ogni opera dell’artista dichiara il potenziale di finzione che si cela dietro alle immagini fotografiche.

“Ho un controllo limitato sulle mie immagini”, ha dichiarato Demand, alludendo alla naturale dispersione alla quale sono destinate le opere di un artista dislocate in diverse collezioni e all’incessante proliferazione di interpretazioni alle quali esse sono continuamente soggette

È a questo doppio registro che allude Collection (Collezione), 2002 (sala 30). La fotografia presenta una serie di dischi d’oro incorniciati e appesi a parete, secondo una modalità che ricorda la collezione di successi di un protagonista della musica pop. Concepita da Demand in occasione del suo incontro con il Castello di Rivoli, Collection è il cardine attorno al quale ruota la selezione di opere presentate in questa occasione.

L’artista si è infatti interessato alla storia del Castello e alla presenza, fin dal XVII secolo di una collezione d’arte, la pinacoteca originariamente ospitata nell’edificio della Manica Lunga. La tipologia dell’immagine rimanda allo schema compositivo della collezione raccolta secondo principi logici, proponendo una successione di oggetti dalle analoghe caratteristiche.

Un diverso tipo di collezione è evocato in Kabine (Spogliatoio), 2002, rappresentazione di un ambiente destinato ad accogliere temporaneamente gli indumenti lasciati dagli atleti prima di un incontro (sala 29). L’ipotesi di questo luogo vuoto, definito solo dall’ordine ripetitivo dei pochi elementi che lo caratterizzano, contrasta con Stable (Stalla), 2000, immagine ravvicinata di un caotico ammasso di paglia, ottenuta, come sempre avviene nelle opere di Demand, da un sapiente utilizzo di semplice carta.

77-E-217, 2000, riproduce l’interno di una camera anecoica destinata alla simulazione dei suoni, proponendo un ambiente reale costruito però per ospitare la finzione (sala 31). È parte della mostra Recorder (Registratore), 2002, allestito nella piccola cappella adiacente al salotto cinese (sala 27). L’immagine proiettata, al di là dall’apparente immediatezza di un registratore funzionante, pone in gioco i diversi gradi di rimozione che possono correre tra la realtà e le infinite modalità di riprodurla.

Marcella Beccaria

Dal 23 ottobre 2002 al 26 gennaio 2003