Transavanguardia

Dal 13 novembre 2002 al 23 marzo 2003

Fondazione CRT. Progetto per l’Arte Moderna e Contemporanea. Comitato Scientifico. Internazionale Fondazione CRT: Rudi H. Fuchs, David Ross, Nicholas Serata, Pier Giovanni Castagnoli, Ida Gianelli.

13 novembre 2002 – 23 marzo 2003

a cura di Ida Gianelli

 

La Transavanguardia ha rappresentato un momento fondamentale dell’arte italiana. Alla fine degli anni Settanta, Sandro Chia (1946), Francesco Clemente (1952), Enzo Cucchi (1949), Nicola De Maria (1954) e Mimmo Paladino (1948) iniziarono a esplorare forme d’arte poetiche e liriche che si differenziavano radicalmente dall’Arte Concettuale, dall’Arte Povera e dalla Performance.

Le loro opere vennero salutate come un gradito distacco dall’arte precedente, che molti consideravano eccessivamente smaterializzata e ideologica, e divenne all’inizio degli anni Ottanta una tra le principali espressioni della cultura postmoderna.

Cominciando dal disegno, inteso come l’espressione più diretta della soggettività e dell’individualismo, gli artisti estesero presto la loro sfera d’azione per dedicarsi principalmente alla pittura. Ampliarono la gamma de le loro tecniche fino a includere anche la scultura, la pittura murale, l’affresco, il mosaico, le stampe, i libri d’artista e altre tecniche tradizionali, abbracciando linguaggi e simboli artigianali, allegorici.

Alla tradizione artistica venne infatti riconosciuto nuovamente un valore positivo. Essi ebbero in comune il desiderio di confrontarsi con l’arte della modernità, da van Gogh a Matisse, da Schiele a Klee, da de Chirico a Chagall, e si dedicarono spesso al figurativo e alla rappresentazione del corpo umano. Mettendo in dubbio la modernità e l’avanguardia, e adottando e stratificando diversi stili dell’arte del diciannovesimo e del ventesimo secolo, dal primo Espressionismo all’Astrattismo lirico, essi crearono opere che esprimevano un’epoca di crisi e di dubbio, un epoca in cui le certezze e le utopie appartenenti al retaggio della cultura occidentale venivano riesaminate e messe in discussione L’arte di Mimmo Paladino unisce il figurativo e l’astratto, la pittura e la scultura, attraverso riferimenti al linguaggio e al mito, arrivando a sviluppare un’arte di pittogrammi, un’arte delle origini.

Nicola De Maria crea ambienti di fremente e musicale sensibilità. Il suo tratto delicato suggerisce un senso di meraviglia e di stupore. I suoi colori modificano l’atmosfera del luogo, colorandolo di una luce speciale.

Francesco Clemente dipinge un Sé multiplo, instabile, sospeso in uno stato sognante, le sue figure allungate e sinuose possiedono molti orifizi e aperture, ed il Sé entra nei corpi e ne scivola fuori, andando oltre le distinzioni di genere.

L’universo di Sandro Chia è più violento e denso di eventi, un universo esuberante. Le sue immagini sono spesso trasgressive e i soggetti sono anti-eroi, idioti intrisi di un bucolico primitivismo.
Enzo Cucchi è un pittore istintivo che inventa la propria iconografia, allo stesso tempo semplice e visionaria.

Nei suoi dipinti, le case e le colline, le navi e i pianoforti fremono come se venissero piegati e distorti da raffiche di vento – deformati in un mondo manierista e fratturato.

Carolyn Christov-Bakargiev

Dal 13 novembre 2002 al 23 marzo 2003