William Kentridge

Dal 10 gennaio 2004 al 29 febbraio 2004

a cura di Carolyn Christov-Bakargiev

 

Tra i più importanti artisti internazionali di oggi, William Kentridge affonda le sue radici a Johannesburg, Sud Africa, dove è nato nel 1955 e dove continua a vivere e a creare la maggior parte delle sue opere. I suoi disegni, film riversati su video, installazioni e sculture emergono dal
tentativo di indagare la natura delle emozioni e della memoria, nonché la relazione fra desiderio, etica e responsabilità. Kentridge esplora il modo in cui la coscienza si forma attraverso il mutarsi delle nostre concezioni della storia e dei luoghi, e osserva come costruiamo queste storie e che cosa facciamo di esse. La sua è un’arte elegiaca sulle possibilità della poesia nella società contemporanea e fornisce un commento satirico e beffardo su questa stessa società, proponendo una visione della vita come un processo di continuo cambiamento piuttosto che come un mondo controllato di fatti.

Nel 1976 si laurea alla University of the Witwatersrand in Politica e Studi Africani. Nel corso degli anni Novanta, raggiunge un riconoscimento internazionale grazie ai suoi caratteristici cortometraggi animati e per i disegni a carboncino su carta, basati sulla pratica della cancellatura, che li generano. L’artista ha lavorato anche in teatro per molti anni, in un primo tempo come scenografo e attore e successivamente in qualità di regista. A partire dal 1992 ha collaborato con la Handspring Puppet Company – creando opere multimediali in cui fa ricorso a marionette, attori e animazione. Per quanto la sua carriera si sia sviluppata attraverso il cinema, l’arte visiva e il teatro, la sua attività primaria rimane il disegno, e in alcuni casi l’artista concepisce i suoi interventi teatrali e filmici come una forma estesa del disegno.

Kentridge ha partecipato alle prime due edizioni della Biennale di Johannesburg (1995, 1997), che hanno segnato un’importante svolta verso l’insorgere nel mondo dell’arte di problematiche legate al postcolonialismo. Ha partecipato a documenta X a Kassel nel 1997. Nel 1998 il Palais des Beaux-Arts di Brussels gli dedica una prima retrospettiva, itinerante poi a Barcelona, Londra, Marsiglia e Graz. Ha esposto anche al Museum of Contemporary Art di San Diego nel 1998 e, nel 1999, è stato insignito della Carnegie Medal al Carnegie International. Nel 2001 e 2002, una retrospettiva a lui dedicata è stata ospitata a Washington, New York, Chicago, Houston, Los Angeles e Città del Capo.

Questa mostra, organizzata dal Castello di Rivoli, è la sua prima importante mostra pubblica in Italia. Nel corso del 2004 e del 2005 essa si sposterà a Düsseldorf, Sydney, Montreal e Johannesburg. Una mostra che, pur riservando una particolare attenzione ai lavori più recenti, presenta disegni dell’artista a partire dal 1979, i più importanti fra i suoi primi film animati, un’importante selezione di proiezioni su oggetti e mobili, e una selezione dei lavori recenti basati sull’interesse dell’artista per le ombre come metafora di una forma indiretta di visione e conoscenza e sulla sua fascinazione per la tecnologia del cinema ai suoi esordi.

Carolyn Christov-Bakargiev

Dal 10 gennaio 2004 al 29 febbraio 2004