Per un rinnovamento immaginista del mondo. Pellizza da Volpedo (Taner Ceylan), Pinot Gallizio (con Constant, Giorgio Gallizio, Asger Jorn, Jan Kotik e Piero Simondo), Piero Simondo, Mario Merz

Chiesa di San Domenico, Via Teobaldo Calissano, 7 – Alba (CN)

22 settembre – 10 novembre 2019

Inaugurazione: sabato 21 settembre 2019, ore 12.00

A cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Caterina Molteni

Sezione documentaria a cura di Maria Teresa Roberto, Giorgina Bertolino e Francesca Comisso (Archivio Gallizio)

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione CRC, organizzano la mostra Per un rinnovamento immaginista del mondo. Pellizza da Volpedo (Taner Ceylan), Pinot Gallizio (con Constant, Giorgio Gallizio, Asger Jorn, Jan Kotik e Piero Simondo), Mario Merz, una presentazione concepita per gli spazi della Chiesa di San Domenico ad Alba, che sarà aperta al pubblico dal 22 settembre al 10 novembre 2019.

La mostra espone lavori provenienti dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, dalla Fondazione CRC e da collezioni private, insieme a materiali d’archivio selezionati dall’Archivio Gallizio e provenienti dall’Archivio Gallizio, dall’Archivio Simondo e dal Fondo Gallizio di GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

La mostra riflette sulle relazioni tra la produzione artistica di Giuseppe Pellizza da Volpedo (Volpedo, 1868 – 1907), Pinot Gallizio (Alba, 1902 – 1964) e Mario Merz (Milano, 1925 – 2003), sottolineando la presenza di un’estetica della pluralità che ha origine da una riflessione sull’idea di collettività, di rappresentazione sociale, di produzione laboratoriale e di artista libero.

Dal socialismo rurale di Pellizza da Volpedo, all’attività eclettica e catalizzatrice di Pinot Gallizio, fino alla scoperta, nella produzione di Mario Merz, di una crescita spiraliforme naturale come possibile espressione di un movimento sociale, l’idea di pluralità trova la sua origine in una dimensione locale capace di esprimere la libertà e la spontaneità della ricerca artistica.

Giuseppe Pellizza da Volpedo è uno dei maggiori pittori italiani di matrice verista. Il suo Quarto Stato, 1901, tra le rappresentazioni di pittura di storia più note, è diventato nel tempo un’immagine chiave per i movimenti democratici in tutto il mondo, simbolo della dignità del lavoratore e di classi sociali alla ricerca dei propri diritti.

La mostra presenta Volpedo’s The Fourth Estate – Copy of Taner Ceylan, 2015, una riedizione del Quarto Stato realizzata dall’artista turco Taner Ceylan su invito della direzione artistica della 14° Biennale di Istanbul del 2015. Nato in Germania nel 1967, Ceylan è conosciuto al pubblico internazionale per una pittura iperrealista che affronta la rappresentazione del corpo queer nella società islamica. L’artista, con la riproduzione del celebre quadro e seguendo lo spirito di celebrazione di classi sociali nascenti proprio di Pellizza da Volpedo, ha reso omaggio alle lotte per la democrazia della stessa Turchia, come l’occupazione di Gezi Park del 2013 e le manifestazioni a seguito del disastro di Soma del 2014. La copia Volpedo’s The Fourth Estate – Copy of Taner Ceylan, 2015, riporta l’attenzione sulla rappresentazione e sulla divulgazione del vero, aprendo una riflessione sulla relazione problematica tra verità e politica nella società contemporanea.

Farmacista, chimico, botanico, archeologo ed enologo, Pinot Gallizio inizia la sua attività artistica all’età di cinquant’anni dopo l’incontro con Piero Simondo. Con lui e Asger Jorn nel 1956 convoca ad Alba il 1° Congresso mondiale degli Artisti Liberi durante il quale realizza il dipinto Senza titolo, insieme a Constant, Asger Jorn, Jan Kotik, Piero Simondo e il figlio Giorgio Gallizio. L’opera è frutto dell’esperienza del Laboratorio Sperimentale, uno spazio di lavoro collettivo in cui la ricerca artistica soggettiva incontrava la conoscenza scientifica e alchemica dei materiali e delle loro proprietà. Incluso in mostra, Senza titolo (o rotolo di pittura industriale), 1958, è un esempio di “pittura industriale” che nasceva in contrasto con l’idea di originalità, autorialità e unicità dell’opera. Questa pittura era eseguita con materiali di produzione come peci, sabbie e oli e in formati industriali.

Tra gli autori dell’opera Senza titolo del 1956, Piero Simondo ha iniziato la sua opera artistica nei primi anni cinquanta ed è tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista. Dopo aver studiato Chimica all’Università, si iscrive nel 1952 alla facoltà di Filosofia a Torino dove incontra la futura compagna Elena Verrone, studentessa di filosofia di Alba. Lo stesso anno inizia a dipingere e a frequentare l’Accademia Albertina di Torino dove segue le lezioni di Felice Casorati. Sempre nel 1952, su invito di Elena Verrone, in occasione di una sua conferenza sull’espressionismo tedesco ad Alba, incontra per la prima volta Pinot Gallizio che, maggiore di vent’anni, inizierà da questo momento il suo percorso artistico.

Nel 1953, Simondo inizia a dipingere pitture astratte realizzate cucendo a vista teli di cotone solitamente usati per la biancheria da casa. Figurine, 1955, è un esempio di questo momento di ricerca dell’artista. In quel tempo, spesso ad Alba per ragioni personali, Simondo ha uno studio nella casa di Gallizio. Comincia così un dialogo che li porterà a fondare il Laboratorio Sperimentale del Movimento Internazionale per una “Bauhaus Immaginista”, insieme all’artista Asger Jorn, incontrato da Simondo e Verrone nel 1955 ad Albisola. Movimento teorico e nomade, il Laboratorio proponeva una ricerca applicata, sviluppata in modo collettivo, come appare in una celebre immagine che ritrae una delle sessioni di lavoro condiviso del M.I.B.I. presso lo studio di Simondo nel cortile della casa di Gallizio ad Alba.

Al centro della navata centrale della Chiesa di San Domenico è allestita Architettura fondata dal tempo – Architettura sfondata dal tempo, 1981, di Mario Merz. Tra i principali esponenti dell’Arte povera, l’artista realizzava le sue opere utilizzando materiali eterogenei e quotidiani – dai tondini di metallo ai frammenti di vetro, dalla frutta fresca alle fascine, dalle pile di giornali ai tubi al neon, dalle parole ai numeri. Nel 1967 l’artista lavora al suo primo Igloo, una struttura emisferica a cupola che rappresenta un’ideale architettura temporanea e nomadica, una casa antica e contemporanea al tempo stesso, un simbolo della volta celeste e della convivialità. La grande installazione Architettura fondata dal tempo – Architettura sfondata dal tempo, 1981, coniuga l’igloo in tubolare di ferro, pietre e vetri con una struttura circolare in ferro e fascine che sinuosamente si estende a partire da esso. È attraversato («sfondato») da una grande tela dipinta che raffigura un immaginario animale preistorico: l’architettura (l’igloo), che è «fondata» dal tempo della civiltà, è a sua volta «sfondata» e continuamente rimessa in questione (e in gioco) dinamico dal tempo della natura.

La mostra include una selezione di materiali d’archivio, a cura dell’Archivio Gallizio, provenienti dall’Archivio Gallizio, dall’Archivio Simondo e dal Fondo Gallizio di GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, che raccontano l’attività artistica di Pinot Gallizio con un particolare approfondimento sul primo Congresso degli artisti liberi che si svolse ad Alba nel 1956.

L’anno passato lo sforzo economico della Fondazione CRC, su segnalazione della Soprintendenza del Piemonte, ha permesso all’opera Senza Titolo di non essere venduta all’estero, rimanendo a disposizione della nostra comunità” afferma il Presidente della Fondazione CRC, Giandomenico Genta. “Dopo l’esposizione all’interno del Piedmont Pavilion a Venezia, questa mostra costituisce un’importante occasione di valorizzazione pubblica del dipinto, proprio nella città in cui fu concepito dal gruppo radunato attorno a Pinot Gallizio, in concomitanza con la Fiera del Tartufo, che attira ad Alba turisti e appassionati da tutto il mondo”.

Aggiunge il Direttore del Castello di Rivoli, “Questa felice collaborazione con la Fondazione CRC permette al Castello di Rivoli di approfondire un movimento artistico del XX secolo, il Situazionismo, di importanza cruciale per lo sviluppo anche dell’Arte povera che è centro nevralgico della nostra collezione permanente, oltre che decentrare in maniera efficace sul territorio piemontese le nostre attività. L’opera a sei mani della Fondazione CRC entrerà in comodato al termine della mostra, altro elemento positivo di sinergia”.

Contestualmente alla mostra, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo organizzano dal 21 al 22 settembre Per un rinnovamento immaginista del mondo. Il Congresso di Alba: 1956-2019, una rievocazione poetica del Congresso d’Alba del 1956 che dalla sala consiliare del Comune di Alba, la Sala “Beppe Fenoglio” e la Scuola Enologica di Alba, si svilupperà lungo le strade e nei vicoli della città con un ricco programma di conferenze, attività, performance e proiezioni.

Orari:

lunedì – venerdì: ore 15-18 | sabato e domenica: ore 10-12 / 15-18

Ingresso libero

Si ringrazia l’Archivio Gallizio e la sua Presidente Liliana Dematteis per la collaborazione