Maria Thereza Alves
Maria Thereza Alves si propone di “decolonizzare la conoscenza”. Dando spazio e voce a storie taciute, l’artista indaga strategie di sopravvivenza. Una proposta di sincretismo (questa volta senza genocidio), presenta l’immagine di un rigoglioso giardino rallegrato dalla presenza di pappagalli. Le specie vegetali ritratte sono state scelte dall’artista esaminando quanto oggi cresce sul suolo italiano, in particolare in Sicilia, ma la cui presenza racconta una lunga storia fatta di sanguinose conquiste da parte dei primi colonizzatori occidentali. Tutte le specie rappresentate nel disegno sono originarie dell’America Latina e la loro introduzione in Europa è per la maggior parte successiva ai viaggi di Cristoforo Colombo. Composta da piastrelle in ceramica, secondo una tecnica tipica del Barocco siciliano le cui tracce a sua volta sono presenti nell’artigianato di Brasile, Messico e Perù a seguito del dominio occidentale, l’opera reca alla sua base una scritta che augura una tipologia di incontro tra culture non più basato sulla violenza del dominio.