Teresita Fernández

Imponente e al tempo stesso lievemente elusiva, Waterfall (Cascata), 2000, è un’opera scultorea che condensa nella sua immobile e silenziosa presenza tutta l’energia dinamica e fragorosa del fenomeno naturale al quale si riferisce. Realizzata con lunghe bande di materiale acrilico policromo, la cascata di Teresita Fernández allude alla permanenza della forma attraverso l’idea del continuo cambiamento. Il movimento dell’acqua è evocato attraverso l’alternanza di strisce blu, azzurre e bianche. Simili a fotogrammi tratti da una pellicola cinematografica, la loro successione corrisponde alla scomposizione dei diversi momenti che in natura compongono la caduta dell’acqua. Come caratteristico delle opere dell’artista, è pertanto nello sguardo di chi osserva, il potere di riconfigurare dinamicamente l’immagine della cascata e la sua densa materia liquida. Quasi si trattasse di un foglio solo appoggiato, l’opera è al limite della bidimensionalità, ma la sua curvatura definisce un interno percorribile. Intimo e protetto, questo spazio suggerisce un luogo appartato, ricco di suggestioni fisiche e sensuali.
Spesso realizzate come sottili enigmi percettivi, le opere di Fernández sono tese a offrire esperienze che si realizzano al ritmo dei passi o delle eventuali soste di ciascun visitatore. Secondo questo importante concetto, che unisce l’occhio che guarda al corpo in movimento, Fernández pone la soggettività e la fisicità individuali al centro della propria arte. Cercando di aprire le proprie opere a una molteplicità di significati, l’artista trova la maggior parte dei propri soggetti negli elementi naturali come fuoco e acqua e nei fenomeni atmosferici quali nuvole o arcobaleni. Talvolta forme organiche di piante o fiori oppure dettagli del paesaggio costituiscono ulteriore motivo di ispirazione. Non interessata alla rappresentazione letterale, ma tesa invece a porre le condizioni tattili per produrre stimoli di natura psicologica, l’artista predilige l’uso di materiali artificiali come plastica, fibra di vetro, alluminio o acciaio, scegliendo di lavorarli in modo da eliminare ogni possibile traccia del proprio gesto individuale.

[M.B.]

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