Anna Gaskell

Dal 17 ottobre 2001 al 06 gennaio 2002

Allestita al terzo piano del Castello di Rivoli, la mostra dedicata ad Anna Gaskell è la prima personale della giovane artista americana in un museo italiano.
Le nuove opere dell’artista esplorano la possibilità di controllare e determinare la propria storia. In dialogo con fonti letterarie che includono L’uomo della sabbia di E.T.A. Hoffmann, Gaskell esplora l’idea di costruzione artificiale di un essere femminile perfetto.
Tema caro alla letteratura gotica, l’impossibile creazione viene ripensata da Gaskell in chiave di “gender identity”. Protagoniste della serie fotografica resemblance (somiglianza), 2001, sono infatti una serie di ragazze adolescenti che, riprese in spazi asettici come camere operatorie o obitori, cercano di assemblare la creatura perfetta.
Tale archetipo femminile sarebbe a sua volta destinato a generare le stesse ragazze che lo costruiscono, secondo un’improbabile svolgimento del temporale.
Le fotografie sono realizzate con uno studio particolare nella definizione dei vari elementi espressivi, secondo quello che ormai, a livello internazionale, viene riconosciuto come lo stile precipuo dell’artista: cura del particolare scenico e studiato uso del colore, inquadrature e primi piani di taglio cinematografico che lasciano intuire piuttosto che svelare.
Le immagini, di varie dimensioni, sono allestite dall’artista come in una quadreria, a costituire una narrazione non-lineare dell’evento inquietante e meraviglioso.
La frustrazione derivante dall’impossibilità di percorrere il tempo a ritroso, spiega l’artista, è il tema della video installazione Building Olympia (Costruendo Olimpia), 2001, che idealmente contestualizza le immagini fotografiche.
“L’installazione – scrive Marcella Beccaria, curatore della personale – è costruita come un’ipotetica macchina del tempo azionata dalla forza di gambe infantili.
Nel complesso, le opere realizzate da Gaskell per questa mostra, ci pongono fisicamente al centro di un esperimento improbabile, esponendoci alla nostra assurda ma continua pretesa di controllare lo svolgimento del tempo”.

Dal 17 ottobre 2001 al 06 gennaio 2002