Domenico Bianchi, Alan Charlton, Günther Förg, Barbara Kruger, Toon Verhoef

Dal 06 ottobre 1989 al 03 dicembre 1989

A cura di Rudi Fuchs, Johannes Gachnang, Cristina Mundici

 

Concepita come un insieme di mostre personali, piuttosto che come una collettiva, l’esposizione indaga le recenti ricerche espressive di cinque artisti di livello internazionale scelti non tanto per la similitudine delle espressioni, quanto per l’appartenenza a una determinata fascia generazionale, ai fini di approfondire e indagare i cambiamenti e le direzioni intraprese dalle più avanzate

ricerche.

Tra gli artisti invitati, Barbara Kruger (Newark, California, 1945), è autrice di una tipologia di lavoro più marcatamente inserita nella sfera delle dinamiche sociali. Le sue opere, concepite come insieme di immagini e testi volutamente scarni e immediatamente riconducibili al linguaggio della pubblicità, prendono in esame il mondo della comunicazione mettendo a nudo le dinamiche

attraverso cui questo si impone all’attenzione dei consumatori.

Di Günther Förg (Fussen, Germania, 1952), è visibile in mostra quasi tutto l’arco tipologico del suo lavoro; dalle opere fotografiche, che manifestano il suo interesse per l’architettura del periodo tra le due guerre, alle sculture in bronzo, ai lavori pittorici indirizzati verso una sempre maggiore riduzione formale, fino ad arrivare ai Bleibilder (Quadri di piombo), opere di grandi dimensioni

dove il colore acrilico viene steso, lasciandone scoperte ampie tracce, su una superficie in piombo, la cui materialità viene utilizzata come colore.

Sempre di estrema riduzione si può parlare per il lavoro di Alan Charlton (Sheffield, Gran Bretagna, 1948), i cui radicali monocromi grigi ottenuti con una sottile strato di pittura acrilica, variano per tono, forma e dimensione, mantenendo comunque un rapporto con lo spazio espositivo e le esperienze sensoriali che da questo derivano.

Le ultime due personali sono infine dedicate a Domenico Bianchi (Sgurgola, Frosinone, 1955) e Toon Verhoef (Voorburg, Olanda, 1946) che, pur nelle peculiari differenze, sono autori di un lavoro astratto in cui il rapporto tra figura e sfondo risulta preminente nella ricerca di un equilibrio calibrato tra forma e colore.

Chiara Oliveri Bertola

 

Dal 06 ottobre 1989 al 03 dicembre 1989