Ciclo di incontri: sulla violenza contro le donne

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In occasione di Nalini Malani: La rivolta dei morti. Retrospettiva 1969-2018. Parte II, a cura di Marcella Beccaria, prima mostra personale dell’artista indiana in Italia, realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou, Parigi, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea organizza un ciclo di incontri e conversazioni con storici dell’arte, studiosi e artisti.
Prendendo spunto da alcuni tra i principali temi presenti nelle opere di Malani, gli incontri affronteranno con particolare attenzione la reiterata violenza contro il genere femminile, argomento più volte analizzato dall’artista ispirandosi alla figura epica di Cassandra, la profetessa condannata a non essere ascoltata.
Malani afferma: “Cassandra rappresenta […] ciò che è stato negato alle donne. Le sue intuizioni sono ignorate, o tutt’al più considerate eretiche. Cassandra è l’impresa incompiuta della rivoluzione femminile, poiché il pensiero di una donna e le sue premonizioni non sono comprese, non sono tenute in alcun riguardo. Questo è ciò che Cassandra ci insegna. Fa di tutto affinché le sue profezie siano accettate dal padre, ma riesce solo a suscitare la sua collera, poiché egli non vuole accettare la verità. Penso che una Cassandra esista in ciascuno di noi.”
Programma:
Mieke Bal
Come cambiare il mondo col colore
17 settembre 2018, ore 17.00
Teatro del Castello
“Considerando alcune delle tecniche artistiche adottate da Nalini Malani nella pittura, sosterrò la posizione di un’arte politica che supera le implicazioni tematiche e mostra come l’arte possa far scaturire una risposta affettiva nel pubblico.”
Mieke Bal (Heemstede, Paesi Bassi, 1946. Vive e lavora ad Amsterdam) è teorica, critica, video artista e curatrice. Il suo lavoro riflette su temi come la questione di genere, le culture migratorie, la psicanalisi, e la critica al capitalismo. Le sue 38 pubblicazioni includono una trilogia sull’arte politica: Endless Andness (sull’astrazione), Thinking in Film(sulla video installazione), entrambi del 2013, Of What One Cannot Speak(sulla scultura, 2010).
Il suo lavoro è stato raccontato nel testo A Mieke Bal Reader(2006). Nel 2016, i suoi testi sono apparsi in In Medias Res: Inside Nalini Malani’s Shadow Plays (Hatje Cantz). Il suo progetto video Madame B, con Michelle Williams Gamaker, è stato esposto nel 2017 al Museum Aboa Vetus & Ars Nova a Turku (Finlandia), e insieme ai dipinti di Munch presso il Munch Museum di Oslo. Il suo film più recente Reasonable Doubt, è dedicato alla relazione intellettuale tra Cartesio e la regina Cristina di Svezia. L’installazione di questo progetto è stata mostrata a Cracovia e nel 2017 ad Amsterdam e Varsavia.
Coco Fusco
Il fatto della violenza e la sua rappresentazione
27 ottobre 2018, ore 16.00
Teatro del Castello
“Mentre è evidente e largamente riconosciuta una persistente violenza contro le donne, la domanda su come queste condizioni dovrebbero essere manifestate nell’arte rimane irrisolta per molti. Nella mia lezione, ricostruiró la storia delle diverse posizioni emerse nel contesto della teoria e dell’arte femminista degli ultimi quarant’anni. Prenderó in considerazione le differenze tra i lavori che rappresentano riservati atti di violenza e quelli che indicano invece forme istituzionali e rappresentative di oppressione. Parleró inoltre delle strategie e delle ragioni per schierarsi sia a favore che contro una visualizzazione della violenza di genere nell’arte. Nel contesto di questa discussione, é inoltre fondamentale domandarsi che cosa ha fatto il recente dibattito pubblico scatenato dal movimento #metoo per sensibilizzare certi aspetti della violenza di genere, mentre ne trascurava degli altri.”
Coco Fusco (New York, 1960) è artista e scrittrice, insegna come Andrew Endowed Banks Professor of Art presso la University of Florida. Ha ricevuto nel 2014 la Cintas Fellowship, nel 2013 la Guggenheim Fellowship, l’Absolut Art Writing Award, la Fulbright Fellowship, nel 2012 la US Artists Fellowship e nel 2003 ha ottenuto il Herb Alpert Award in the Arts. Le performance e i video di Fusco sono stati presentati alla 56° Biennale di Venezia, in due Whitney Biennials (2008 e 1993), al BAM’s Next Wave Festival, The Sydney Biennale, The Johannesburg Biennial, The Kwangju Biennale, The Shanghai Biennale, InSite O5, Mercosul, Transmediale, The London International Theatre Festival, VideoBrasil and Performa05. I suoi lavori sono inoltre stati esposti alla Tate Liverpool, The Museum of Modern Art, The Walker Art Center and the Museum of Contemporary Art in Barcelona.
Fusco è autrice di English is Broken Here: Notes on Cultural Fusion in the Americas(1995), The Bodies that Were Not Ours and Other Writings(2001), e A Field Guide for Female Interrogators(2008). Ha anche curato Corpus Delecti: Performance Art of the Americas(1999) e Only Skin Deep: Changing Visions of the American Self (2003). Il suo nuovo libro Dangerous Moves: Performance and Politics in Cuba è stato recentemente pubblicato da Tate Publications di Londra.
Cauleen Smith
Proiezione dei lavori di Smith nel contesto di una discussione sulla violenza contro le donne
17 novembre 2018, ore 16.00
Teatro del Castello
“Le violenze contro donne cisessuali sono state perpetrate in tutto il mondo ed emergono da condizioni e circostanze collegate non solo al problema di genere ma alla razza così come alla classe sociale di appartenenza. Discuterò di queste condizioni in relazione alla storia della violenza sessuale in Nord America. Tuttavia, negli Stati Uniti, la violenza contro le donne afroamericane non può essere separata da quella contro gli uomini afroamericani. Il Black feminism non distingue le violenze attuate attraverso il dispiegamento della crescita di capitale. Importante riferimento per il mio intervento è il The Combahee River Collective Statement, testo scritto nel 1977 da un gruppo di studiose afroamericane.”
Cauleen Smith (Riverside, California, 1967) è un’artista interdisciplinare il cui lavoro riflette sulle possibilità quotidiane dell’immaginazione. Operando in diversi ambiti e settori, Smith radica il suo lavoro nel contesto della produzione di film sperimentali a partire dalla metà del 900. Guardando allo strutturalismo, al cinema del terzo mondo e alla fantascienza, l’artista sviluppa le sue opere al fine di offrire un’esperienza fenomenologica agli spettatori. I suoi film, oggetti e installazioni sono stati presentati in mostre collettive presso Studio Museum, Harlem, Houston Contemporary Art Museum; Yerba Buena Center for Art, San Francisco, e the New Museum, New York, D21 Leipzig and Decad, Berlino.
Sue mostre personali e video installazioni sono state ospitate a The Kitchen, New York, MCA e Threewalls, Chicago. Smith mostra i suoi disegni e lavori 2D con Corbett vs. Dempsey, Chicago. Ha ricevuto numerose borse di studio e premi che includono il Rockefeller Media Arts Award, Creative Capital Film /Video, Chicago 3Arts Grant, e Foundation for Contemporary Arts, Chicago Expo Artadia Award, e Rauschenberg Residency. Smith è nata a Riverside, California ed è cresciuta a Sacramento. È laureata in Creative Arts alla San Francisco State University e ha un Master dalla School of Theater Film and Television presso la University of California Los Angeles. Smith vive a Los Angeles e insegna nell’Art Program del California Institute of Arts.
Milovan Farronato
Tra verità e menzogna: le muse ‘inquietanti’ di Chiara Fumai
Carolyn Christov-Bakargiev
Su Medea, le madri e la crudeltà
8 dicembre 2018, ore 16.00
Sala Conferenze
“Zalumma Agra, Dope Head, Carla Lonzi, Rosa Luxemburg, Ulrike Meinhof, Eusapia Palladino, la dogaressa Elisabetta Querini Valier, Valerie Solanas: questa la legione di volti, personalità e compagne di Chiara Fumai. E talvolta qualche uomo come Harry Houdini o il barone Julius Evola.
Una lunga galleria che avrebbe a breve incorporato Christine de Pizan, scrittrice franco-veneziana del XV secolo, con la quale compartiva la visione di una città allegorica a misura delle nobildonne, ma delle sue: sciagurate, sincere nei loro non-virtuosismi. Tutte figure forti, esistenze illustri, accomunate in qualche modo da un bisogno, impellente, atavico, di riscatto. “Mi piace molto l’aspetto militante, combattivo, di buona parte delle figure che cerco di incarnare”.
Creatrice, in ugual misura, di truffe artistiche e magie profonde; la verosimiglianza, in primis, a reggere un peculiare sistema speculativo…”
Milovan Farronato (vive e lavora tra Milano e Londra) è direttore e curatore del Fiorucci Art Trust, per il quale ha sviluppato dal 2011 il festival Volcano Extravaganza a Stromboli. Nel 2019 curerà il Padiglione Italia della 58ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia.
Dal 2005 al 2012, è stato direttore dell’organizzazione no profit Viafarini e curatore presso DOCVA Documentation Centre for Visual Arts di Milano. Dal 2006 al 2010 è stato curatore associato della Galleria Civica di Modena, per la quale ha curato nel 2006 la mostra collettiva Egomania e le personali di Ugo Rondinone e Yayoi Kusama; nel 2007, la personale di Katharina Fritsch; nel 2008, la bipersonale di Runa Islam e Tobias Putrih e nel 2009 la personale di Christian Holstad. È stato professore di Cultura Visiva al CLADEM, Università IUAV di Venezia, dal 2008 al 2015.
Tra le mostre curate da Farronato Nick Mauss, Illuminated Windowpresso La Triennale e Torre Velasca a Milano 2017; Lucy McKenzie, La Kermesse Héroïque presso la Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia 2017; Si Sedes Non Ispresso The Breeder Gallery di Atene, 2017. È stato parte del team curatoriale del Dhaka Art Summit, 2017 e fa parte del Development Committee della Chisenhale Gallery a Londra. Ha anche pubblicato diversi testi per Mousse Magazine, Flash Art, ATPDiary, CURA, Artribune, Tate Etc., L’Uomo Vogue, Fashion Trend, tra gli altri.
Il biglietto d’ingresso al museo (intero 8.50 €- ridotto 6.50 €) consente la partecipazione gratuita alla Conferenza.
Ai possessori di abbonamento Torino Musei, Torino Piemonte Card e giornalisti è riservata la partecipazione alla Conferenza con ingresso ridotto a 6.50 €
A cura di Nalini Malani e Carolyn Christov-Bakargiev
Realizzato con il supporto di Nicoletta Fiorucci